"Pensiamo a quel ritratto di Gesù raffigurato nel Duomo di Monreale ... ciascuno di noi è come una tessera di questo grande mosaico. Quindi tutti quanti dobbiamo capire qual è il nostro posto e aiutare gli altri a capire qual è il proprio, perché si formi l'unico volto del Cristo." Beato Giuseppe Puglisi - Palermo 15/09/1937 - 15/09/1993 Primo martire di mafia

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Convegno Consacrati di Sicilia Letojanni 14 -15 febbraio 2014



LE CONSACRATE E I CONSACRATI  DELLE 18 DIOCESI SICILIANE A CONFRONTO

Quando la Vita Consacrata diventa profezia


  Per Atti  del Convegno vai su www.consacratisicilia.it



"La Vita Consacrata tra sequela e Profezia”.
È stato questo il tema del Convegno che ha visto impegnati per due giorni, il 14 e 15 febbraio,  i Consacrati di Sicilia, riuniti all’hotel Antares Olimpo di Letojanni (ME), presso Taormina, per riflettere e confrontarsi su un tema molto caro a Papa Francesco, riguardo all’identità e al ruolo profetico della Vita Consacrata.
Cosa fare perché la Vita Consacrata, custode, ancora oggi, di un grande patrimonio di energia, altruismo di
bene e di amore, possa ritornare ad avere l’autorevolezza necessaria ad annunciare credibilmente i valori evangelici? Come ridarle smalto?  Con quale “linguaggio carismatico” riproporla?
Sono questi alcuni degli interrogativi risuonati tra i Consacrati e le Consacrate provenienti dalle 18 diocesi
siciliane, rappresentanti dei vari Ordini, Istituti, Congregazioni e Società di vita apostolica. Gli oltre 160 partecipanti hanno così fatto il punto della situazione sulla vera identità del Consacrato, vivendo momenti di ascolto, di rielaborazione, nell’intento di stilare linee programmatiche per il prossimo 2015, indetto da  Papa Francesco come anno della Vita Consacrata.
Presenti anche vari Delegati e Vicari episcopali, come anche Segretari/e e Delegati/e delle Segreterie diocesane dei tre organismi ufficiali della Vita Consacrata CISM, USMI e CIIS.

Dopo il saluto di P. Saverio Cento OM, Segretario Unitario, e dei Presidenti dei tre organismi  CISM, USMI e CIIS, rispettivamente P. Massimo Cucinotta TOR, Madre Gabriella Ruggieri FMC, la delegata della Presiedente degli Istituti Secolari Franca Buffa, l’attenzione è subito andata  alla relazione della  biblista Sr. Filippa Castronovo, che ha illustrato i fondamenti biblico-teologici della Vita Consacrata.  Se per ogni battezzato il radicalismo evangelico con cui Gesù chiama tutti alla sequela, è norma di vita, essendo la consacrazione una esigenza specifica dell’Alleanza tra Dio e il suo popolo, tuttavia  ad alcuni è dato un particolare dono dello Spirito per una esistenza cristiforme. La Vita consacrata “misura alta della vita cristiana ordinaria” (Giovanni Paolo II), porta in superficie ciò che è di tutti, facendosi al tempo stesso memoria e profezia. Il Consacrato, guardando all’apostolo Paolo, più volte citato come esempio di totale conformazione a Cristo, è chiamato a correre per conquistare la meta, perché conquistato da Cristo (Fil 3,12).

“La Vita Consacrata, quale profezia per il mondo di oggi” è stato, di seguito, il tema della  relazione del teologo Don Rino Cozza, che ha collocato la Vita Consacrata nella linea della profezia se capace - a dirla con Papa Francesco - di svegliare il mondo, di rispondere con la buona notizia del Vangelo alle domande inespresse e profonde dell’uomo di oggi, se capace di raggiungere le periferie esistenziali con linguaggi adeguati, vivendo il carisma  nella misura in cui si riesce a trascinare il futuro nel presente, osando chiedere – come Maria a Cana – un anticipo della salvezza.  L’amicizia e la gioia, sono i due coefficienti per far trasparire il divino nell’umano, per sgombrare la mente da facili spiritualismi disincarnati, poco rispondenti alla maturazione di una humanitas ricca del divino. 

Altamente apprezzate le tre testimonianze in cui la profezia coraggiosa, schietta, controcorrente,  è diventata
autentica manifestazione della tenerezza Dio, nella misura in cui ha saputo assumere i molteplici volti della carità.
Il rogazionista P. Paolo Galioto, con la sua comunità a Cristo Re (Messina) ha raccontato alcuni scherzi della Divina Provvidenza che diventa sempre più tangibile, quando si sa osare e andare oltre, costringendo l’Altro ad intervenire: la Comunità ha accolto ed è a servizio di tre case famiglia (una per bambini fino a 13 anni, una per ragazzi dai 14 ai 18 anni, una per ragazzi con disagio sociale affidati dal tribunale, e/o ragazzi sordi), dell’accoglienza notturna maschile e femminile per persone senza fissa dimora, della mensa del povero, di un ambulatorio per i poveri. L’ambiente accogliente e familiare diventa luogo tangibile del carisma di S. Annibale Maria Di Francia, soprattutto se aperto all’accoglienza di ogni povertà, umana e spirituale.

La comboniana Sr. Valeria Gandini, con altre sorelle ha denunciato il dramma della Tratta degli esseri umani, in particolare la rinnovata piaga della  prostituzione, anche minorile, che costringe migliaia di donne anche in Italia a vivere nella povertà, nell’indigenza, nello sfruttamento, nell’angoscia e nella solitudine, nell’offesa continua alla propria dignità. Ai Consacrati ha rinnovato l’invito a promulgare quell’anno di grazia e di liberazione inaugurato da Cristo nella sinagoga di Nazaret, proprio là dove è urgente offrire rapporti di fiducia, stima e amicizia, in cui l’ascolto, la preghiera e l’accompagnamento diventano relazioni deterrenti contro l’ingordigia umana che giunge persino a rendere schiavi altri esseri umani.

Anche la Verginità per il Regno, vissuta nell’OrdoVirginum, testimoniata da Anna Daniela
Spatola,  è divenuta profezia da quando, quasi inconsapevolmente, i Padri del Concilio Ecumenico Vaticano II hanno auspicato la restaurazione dell’antico rito di consacrazione delle Vergini. Oggi più che mai, in Italia, le cinquecento vergini consacrate costituiscono un segno profetico per aiutare a vivere nella Chiesa la virtù della verginità come servizio d’amore al popolo santo di Dio. La preghiera, il compimento del proprio dovere, il vivere con cuore indiviso la propria affettività per lasciarsi abitare da Dio e dai suoi figli, soprattutto se ultimi, e dai poveri, l’assenza di una struttura o di una regola, il legame con la Chiesa diocesana, sono alcune delle caratteristiche proprie di questo stato di vita, espressione della ricchezza dell’unico Spirito che l’ha suscitata nella Chiesa.

Fecondi e arricchenti i laboratori, dodici in tutto, in cui, seguendo in ciascuno una pista di riflessione, ci si è
potuti confrontare, stimolare e provocare.
Negli arricchenti interventi finali condivisi da ogni gruppo di lavoro, è stato ribadito l’impareggiabile valore della fraternità come comunione di fratelli e sorelle, uniti non semplicemente da strutture istituzionali, ma dall’unico intento di generare e rigenerare spazi di comunione, dove è palpabile la tensione positiva, che è frutto dello Spirito, tra immanenza e trascendenza, e tra fede e vita, e nel fare del Vangelo il punto di riferimento per la crescita della persona.
Per vivere la profezia, è stata condannata l’applicazione alle comunità dei criteri tipici delle ONG, perché trasformerebbero le comunità in venditori di servizi assistenziali, ridotte a puro ingranaggio di un sistema esternamente impeccabile, quanto vuoto e ridondante, più attento alla legittimità degli atti che alla qualità della vita umana e cristiana che in esse si svolge.

La celebrazione eucaristica di sabato è stata presieduta dal Vescovo delegato dalla CESI per la Vita Consacrata, S.Ecc.za rev.ma Mons. Calogero La Piana, che  nell’ omelia, pur non nascondendo le difficoltà e la crisi della Vita Consacrata, ha sottolineato come essa faccia parte integrante della vita della Chiesa e si caratterizzi soprattutto dalla capacità di “stare con il Signore”.

Particolarmente accogliente la comunità parrocchiale di Taormina, col suo parroco P. Salvatore Sinitò, e i ragazzi della parrocchia. Infatti l’animazione dei canti della messa loro affidati, è stata gioiosa e giovanile, ma anche profonda e orante.
Il grazie anche per averci reso possibile la notte del 14 febbraio, la conoscenza della Taormina Cristiana, organizzando la visita by night, guidata con competenza e  semplicità da Paolo Restuccia, sia del Duomo che delle altre Chiese, custodi della storia cristiana locale, luoghi incastonati nel suggestivo panorama notturno della Perla dello Jonio.
Curioso e divertente, nella notte di S. Valentino, prerogativa delle coppie di innamorati, vedere il corso di Taormina invaso ed animato dal vociare allegro di un folto gruppo di religiose e religiosi, capaci di sfidare la notte per percorrere le strade della città, suscitando curiosità e sorpresa, testimoni anch’essi di un amore profondo.

Significative le conclusioni del teologo Don Rino Cozza, che nella sua qualità di osservatore dei lavori del Convegno, ha riassunto il senso dei lavori e dell’esperienza vissuta. Citando Papa Francesco, ha affermato che “il carisma, perché non diventi sterile, deve cercare nuovi cammini, sapendo chiedere perdono e guardando con vergogna agli insuccessi causati dalla mancanza di coraggio”. Più che omologare il
presente ad un passato che non è più, i Consacrati sono chiamati ad accogliere la sfida di intravedere il futuro e di incarnarlo nel presente: azione quanto mai rischiosa, ma aderente a quanto fatto dai Santi Fondatori nelle rispettive epoche storiche. 
Il Convegno si è concluso sotto lo sguardo della Madonna della Lettera, titolo con cui la Chiesa messinese venera la Beata Vergine Maria. Esso non ha avuto la pretesa di rispondere a tutte le sfide rivolte alla Vita Consacrata, ma, già nella sua celebrazione, è stato l’occasione per continuare un’autentica conversione evangelica, nella condivisione dei molteplici carismi, da rivivere per  animare la vita cristiana nelle Chiese di Sicilia.

P. Massimo Cucinotta TOR


Segreteria Unitaria CISM USMI CIIS
          Via S. Oliva, 3   90141
                        Palermo


  

L’ORDO CONSECRATIO VIRGINUM: un rito attuale nella nostra Diocesi.


di Giuditta Pasetto*

articolo pubblicato su “La Voce dei Berici”, Domenica 30 Settembre 2012, p.8 e rivisto dall'autrice

Il 7 settembre di buon mattino, come le donne della Pasqua, alcune Vergini consacrate correvano verso l’episcopio di Vicenza portando fiori, lampade, preghiere e canti per celebrare col vescovo Beniamino Pizziol, il decimo anniversario di Consacrazione verginale di Franca Vallisari, colei che aveva chiesto e ottenuto un tale incontro di grazia.
Non era un matrimonio comune quello che i segni potevano far sembrare e che quel gruppo portava con sé. L’intento di ognuna era quello di “rinnovare” il santo proposito di verginità perpetua nelle mani del nuovo Vescovo.
La concelebrazione eucaristica, alla quale ha partecipato anche l’incaricato diocesano don Pietro Ruaro, ha avuto un carattere semplice e solenne insieme. Si è pregato per i Vescovi che ci hanno consacrato e custodito per Cristo nel cammino verginale (i monsignori Onisto, Nonis, Nosiglia e il card.Cacciavillan).
 All’Offertorio sono state portate all’altare 7 lampade, che rappresentavano tutte le vergini consacrate nella nostra Diocesi. Dopo il canto del salmo 45, “Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo”, è stata innalzata una preghiera per il vescovo Beniamino che sottolineava il senso del suo essere immagine di Cristo Sposo.
Il rito Ordo Virginum, più antico di quello della Professione religiosa, è servito per rinnovare e arricchire anche il nuovo Rito del Matrimonio.
Non si tratta di un Istituto secolare, anche se la vergine consacrata vive in un contesto laicale. Ciò che riceve è una piena investitura da parte di Cristo con l’imposizione delle mani del Vescovo. È un rito che imprime un carattere sacro alla donna vergine per amore di Cristo, che la qualifica a vivere e ad agire in persona Ecclesiae in stretta assonanza con tutti i ministeri ordinati. L’imposizione delle mani, da parte del Vescovo, è un gesto ricchissimo che infonde la potenza dello Spirito Santo su chi lo riceve, per cui è Dio che consacra quando un Vescovo, suo ministro, consacra.
Questa è la novità e la bellezza, tratta dal tesoro delle origini che, nel nostro tempo così contraddittorio, la Chiesa ci offre in dono. È un ministero, una diaconia di preghiera e di comunione prima ancora che di azione per aiutare la Chiesa ad essere quella che è: Sposa di Cristo.
Questa forma di vita consacrata è ancora oggi un “segno dei tempi”  come lo era nell’antico paganesimo. Tra le contraddizioni odierne che hanno messo in crisi e relativizzata persino l’istituzione naturale del matrimonio, è necessario ri-parlare di Dio, della Chiesa in termini di “nuzialità”, connessa alla vocazione verginale, come condizione della scelta d’amore, libera e radicale. Infatti si legge nel rito dell’Ordo Consecratio Virginum: “…Dovevano sorgere donne vergini che, pur rinunziando al matrimonio, aspirassero a possederne nell’intimo la realtà del mistero”.        
                                          
Giuditta Pasetto, nata a Verona e residente a Vicenza ha conseguito la Laurea in Pedagogia all'università di Padova nel 1976 discutendo la tesi  "Il pensiero Cristologico nel pensiero di Karl Rahner" e la Licenza in Teologia liturgico pastorale nel 1994 con la tesi (biblica) "Le donne nelle assemblee tacciano" (1 Cor 14,34). Primi approcci ad un testo biblico di valenza liturgica". Consacrata secondo l'Ordo Consecrationis Virginum, il giorno di Pasqua (19 aprile) 1981 per l'imposizione delle mani del vescovo di Vicenza Mons A. Onisto (assieme alla defunta Francesca Dal Lago), ha dedicato la propria vita consacrata alla educazione delle nuove generazioni attraverso l'insegnamento nelle Scuole per tutte le età e collaborato in parrocchia e con diversi movimenti ecclesiali sorti nel periodo postconciliare, a Vicenza e a Genova. Richiesta ripetutamente nel dare il proprio contributo allo studio del nuovo Rito di Consacrazione delle Vergini due suoi articoli sono stati pubblicati sulla Rivista Liturgica LXIX(1982/4) 546-552 “La mia esperienza come vergine laica nella Chiesa" e Vita Consacrata 32(1996/5) 572-579: "Chiamata ad annunciare che 'Dio è nuzialità'. 

Incontro Nazionale Ordo Virginum ....un grande grazie a chi ci ha sostenuto


          In questa sede desideriamo ringraziare coloro che hanno incoraggiato e  "pubblicizzato" l'Incontro nazionale dell'Ordo Virginum. Probabilmente ci sfuggirà qualche nome, perciò vi chiediamo la cortesia di segnalarcelo. Comunque a tutti, desideriamo esprimere gioiosa gratitudine per la sincera disponibilità e l'accoglienza cordiale. 
In particolare:
- l'agenzia Sir, la Conferenza Episcopale Siciliana; i vescovi delle diocesi di Mazara, Monreale, Nicosia, Palermo e Piazza Armerina;  
- i periodici Insieme, Il Campanile, La Scintilla, La voce dell'Jonio, L'Ora del Salento e Prospettive;
- i quotidiani Avvenire, Eco del Sud.,Giornale di Sicilia, La Sicilia, Vivienna; 
- le emittenti Radio Spazio Noi e Tele8TV.  
          Alcuni hanno riportato il comunicato stampa...  giusto per evitare errori (?), altri si son messi in gioco e hanno comunicato in "linea di massima" la nostra scelta vocazionale. Qualcuno ha scritto che si tratta di una "forma di vita religiosa", qualche altro che siamo "donne laiche". In verità, giusto per chiarire certe "opinioni" ricorrenti, il Pontificale Romano ci definisce "vergini consacrate che vivono nel mondo (In saeculo degentibus)" e il Codice di Codice di Diritto Canonico inserisce la nostra realtà nello stato di vita consacrata (CIC n. 604). Pertanto: "lo stato  di vita consacrata, per natura sua, non è né clericale né laicale" (CIC n. 588).  Ma a parte la dovuta osservazione, ci sentiamo onorate d'essere state prese in considerazione nonostante il contesto socio - culturale si orienti da tutt'altra parte! E allora buon proseguimento di lavoro a gloria di Dio e per il bene comune. A tutti voi va il nostro applauso!


Comunicato stampa in occasione dell'Incontro nazionale dell'Ordo Virginum


ORDO VIRGINUM
Uno stile di consacrazione: “Nel mondo, ma non del mondo”.

Non è un gioco di parole ma lo “stile” delle consacrate dell’Ordo Virginum: donne che scelgono di donarsi completamente a Cristo restando nel proprio contesto di vita intessuto di lavoro e di relazioni sociali e immerse nelle pieghe e nelle piaghe della quotidianità la quale, però, viene trasfigurata alla luce di un Amore che dona sapore all’esistenza.
Ricorre quest’anno il 42° della promulgazione del Rito  della Consecratio Virginum (1970) e dai primi anni ’80, quando sono state celebrate le prime consacrazioni ad oggi, sono divenute circa 450 le consacrate e circa 300 sono in formazione. Un numero sorprendente, non riscontrabile in nessun altra forma di consacrazione né laicale, né religiosa.
Dal 25 al 29 agosto circa 200 di queste donne (consacrate o in formazione) provenienti da tutta Italia, si incontreranno a Mazara del Vallo per l’annuale appuntamento di approfondimento su questo carisma    talmente antico da affondare le radici nei primi secoli del cristianesimo, eppure così  attuale da riflettere tutta la freschezza e la novità del Concilio Vaticano II; così suggestivo nel rito liturgico solennemente e pubblicamente presieduto dal Vescovo diocesano e, al tempo stesso, straordinariamente semplice ed essenziale nelle modalità di vita che esse scelgono proprio perché la consacrazione non cambia lo stile di vita precedente, ma le lascia pienamente inserite nel mondo accanto e in mezzo a tutto il “Popolo di Dio”.
Il tema scelto per l’Incontro, “Voi invece siete stirpe eletta”, è tratto da un versetto della prima lettera di San Pietro apostolo e sarà trattato attraverso le relazioni proposte dai docenti della Facoltà Teologica di Sicilia, Prof.ssa Valeria Trapani, Prof. Tony Caronna e Prof. Antonio Parisi, ma anche attraverso momenti di confronto e di condivisione, di preghiera e di festa.

L’INCONTRO NON E’ APERTO AL PUBBLICO,
PER POTER PARTECIPARE, ANCHE SOLO PER QUALCHE ORA,
É NECESSARIO CONTATTARE:
DANIELA SPATOLA
Cell. +39 3492558308

Circa l'incontro nazionale dell'Ordo Virginum a Loreto 14-18 agosto 2010

Articolo scritto sabato, 04 settembre 2010

    Carissimi di seguito vi presentiamo i due articoli pubblicati dal quotidiano Avvenire e relativi all'incontro nazionale dell'Ordo Virginum a Loreto, nel primo la testimonianza di tre donne consacrate, l'altro sullo svolgimento delle giornate.




    La rivista Testimoni n. 16 del 30/10/2010 ha pubblicato un articolo redatto da Marianna: "Testimoni e profeti di fedeltà" 
Un sentito grazie a  P. Antonio Dall'Osto e all'equipe del quindicinale Testimoni per la cortese disponibilità ed attenzione a questa forma di vita consacrata concedendoci, tra l'altro, la possibilità di inserire l'articolo nel nostro blog e a Maddalena per il suo attivo ed instancabile lavoro di PR  con i mass-media e al servizio dell'Ordo Virginum.  
  





 Infine il Foglio di collegamento per l'Ordo Virginum delle diocesi italiane - dicembre 2010 , naturalmente indirizzi e nomi dei membri del collegamento, per la tutela della privacy, sono stati  doverosamente cancellati.  Grazie di cuore per la vostra entusismante attenzione!  

Buona ...consultazione    

Articolo OV sul Settimanale Diocesano Agire

Articolo scritto mercoledì, 28 aprile 2010

Marianna, vergine consacrata della diocesi Salerno-Campagna-Acerno, ha scritto sul Settimanale  Diocesano Agire una sintesi sul seminario OV svoltosi a Roma il 13-14 febbraio 2010. Con gioia ed entusiasmo condivide con noi l'arricchente esperienza vissuta in quei giorni  e di questo la ringraziamo di cuore. 
QUANDO L’UOMO RISCHIA DI DIVENTARE UNA TROTTOLA
Agire 21.03.2010

“Marta, Marta, tu ti agiti e ti affanni per molte cose…” (Lc 10,41): quante volte anche noi cristiani impegnati in parrocchia o in movimenti, sacerdoti e consacrate compresi, ci sentiamo sballottati dai flutti di mille proposte e progetti, tutti belli e giusti, indaffarati per far fronte alle tante emergenze e per stare al passo con i tempi, senza aver ben chiara in mente la direzione e l’obiettivo da raggiungere!
Alle vergini consacrate, che sono immagine della Chiesa Sposa e richiamo ad un cammino esigente di vita cristiana per ogni battezzato, Mons. Emilio Aspromonte, Delegato per l’Ordo Virginum della diocesi di Cosenza-Bisignano, nel suo efficace intervento al seminario nazionale di approfondimento sul “volto ecclesiale della vergine consacrata”, ha ricordato le parole dell’omelia proposta dal Pontificale Romano: “occupatevi delle cose del Signore”. Cioè, il primo servizio per la Chiesa ed i fratelli è la preghiera. E il rito di consacrazione delle vergini suggerisce anche due intenzioni particolari, oggi quanto mai urgenti: la propagazione della fede, che è il fine specifico della Chiesa attraverso l’evangelizzazione e la catechesi, e l’unità dei cristiani, sintesi dell’appassionata preghiera rivolta da Gesù al Padre il giovedì santo (“perché tutti siano una sola cosa”: Gv 17,21). Se dopo duemila anni ancora non riusciamo ad essere una “cosa sola” e continuiamo a scandalizzare con la contro-testimonianza delle nostre fratture e lacerazioni…forse non basta una settimana annuale di preghiera per l’unità dei cristiani ma occorre un impegno costante per la comunione!
Quindi, “tra le dimensioni essenziali e qualificanti della vita e del volto della Chiesa”, individuate dall’accurata analisi di Mons. Aspromonte, c’è senz’altro la comunione, cioè la ricerca continua dell’unità ad immagine e somiglianza del Dio Uno e Trino, “mettendo in evidenza l’amore, perché è l’amore reciproco che rende credibile l’annuncio”. L’invito appassionato del relatore è stato quello ad “amare per primi, come il Padre; amare anche a costo del sacrificio, anche a costo di dare la vita goccia dopo goccia, come il Figlio; amare con la fantasia dell’amore, dando fiducia e speranza, come lo Spirito Santo”: questo deve essere il programma del cristiano che, pur consapevole della frammentazione presente addirittura nel proprio cuore, lotta per costruire l’unità nella Chiesa!
Un’altra dimensione da promuovere ed esprimere con maggiore incisività ed efficacia è sicuramente l’animazione vocazionale: infatti, “la Chiesa, come comunità di ‘chiamati’, è vocazionale finanche nel suo nome”! Perciò, “con la testimonianza di una scelta coraggiosa e contro-corrente, con l’attenzione ad ogni persona, le vergini consacrate sono chiamate ad aiutare ciascuno a scoprire la vita come vocazione, come chiamata e risposta”. Nella generale confusione di valori e modelli si insinua subdolamente il rischio di una cultura a-vocazionale (cioè priva di vocazione), di un “Pantheon che propone tante divinità…ma qual è il Dio degli dei?”. Proprio dall’esame della realtà che ci circonda nasce la consapevolezza dell’importanza di una maggiore attenzione alla Missione, “come corresponsabilità di tutti i battezzati e necessità di una nuova evangelizzazione”. “La Chiesa, quando prende coscienza di sé diventa missionaria” (cfr. Paolo VI), e la vergine consacrata, richiamo costante alle realtà celesti, “deve aiutare la Chiesa ad essere se stessa”. E, sull’esempio di Colui che è venuto per servire e non per essere servito, non si può certo trascurare la dimensione del Servizio: “chi ama si fa dono e la vergine consacrata è chiamata ad essere mano operosa della Chiesa locale e voce della Sua preghiera, espressione della sua misericordia nell’attenzione per l’uomo, tempio di Dio, perché in ogni persona c’è il volto dello Sposo tanto amato”.
Grazie ai quattro punti cardinali della comunione, vocazione, missione e servizio e alla vela della preghiera, spiegata al soffio dello Spirito Santo, la barca della Chiesa non potrà che procedere sicura, anche in mezzo alle tempeste, per approdare alla meta dove Gesù, Signore e Maestro, l’attende per l’eterna festa di nozze.

articoli OV su riviste e giornali 2009

Articolo scritto mercoledì, 17 marzo 2010

La rivista "Testimoni" 1/2010 pp. 13-16 ha riportato, a cura  di P. Antonio Dall'Osto, l'articolo di p. Rudolf Henseler pubblicato dalla rivista OK ordens korrespondenz, dei superiori/e maggiori della Germania 3/2009, relativo ad una conversazione del Card.Danneels con  un gruppo di vergini consacrate del Belgio, Francia e Lussemburgo per visualizzarlo clicca su Vergini consacrate e formazione 
La rivista "Il Regno" del 18/2009 pp. 591 - 592 ha pubblicato un interessante articolo  di Alessandra Deoriti per visualizzarlo clicca su vocazioni.net

Articoli sull'Ordo Virginum pubblicati da riviste e giornali nel 2008

Articolo scritto domenica, 22 giugno 2008


 L'Osservatore Romano in occasione del Congresso Internazionale dell'Ordo Virginum svoltosi a Roma il 14 - 20 maggio 2008 ha intervistato Gloria Irene Alvaro Sanz vergine consacrata della diocesi di Valladolid (Spagna) 
 clicca qui per visualizzare l'articolo


Il Quindicinale "Insieme" della diocesi di Ragusa ha pubblicato un'articolo relativo alle prime consacrazioni verginali nella suddetta diocesi celebrate il 5 gennaio 2008.