Convegno Consacrati di Sicilia Letojanni 14 -15 febbraio 2014



LE CONSACRATE E I CONSACRATI  DELLE 18 DIOCESI SICILIANE A CONFRONTO

Quando la Vita Consacrata diventa profezia


  Per Atti  del Convegno vai su www.consacratisicilia.it



"La Vita Consacrata tra sequela e Profezia”.
È stato questo il tema del Convegno che ha visto impegnati per due giorni, il 14 e 15 febbraio,  i Consacrati di Sicilia, riuniti all’hotel Antares Olimpo di Letojanni (ME), presso Taormina, per riflettere e confrontarsi su un tema molto caro a Papa Francesco, riguardo all’identità e al ruolo profetico della Vita Consacrata.
Cosa fare perché la Vita Consacrata, custode, ancora oggi, di un grande patrimonio di energia, altruismo di
bene e di amore, possa ritornare ad avere l’autorevolezza necessaria ad annunciare credibilmente i valori evangelici? Come ridarle smalto?  Con quale “linguaggio carismatico” riproporla?
Sono questi alcuni degli interrogativi risuonati tra i Consacrati e le Consacrate provenienti dalle 18 diocesi
siciliane, rappresentanti dei vari Ordini, Istituti, Congregazioni e Società di vita apostolica. Gli oltre 160 partecipanti hanno così fatto il punto della situazione sulla vera identità del Consacrato, vivendo momenti di ascolto, di rielaborazione, nell’intento di stilare linee programmatiche per il prossimo 2015, indetto da  Papa Francesco come anno della Vita Consacrata.
Presenti anche vari Delegati e Vicari episcopali, come anche Segretari/e e Delegati/e delle Segreterie diocesane dei tre organismi ufficiali della Vita Consacrata CISM, USMI e CIIS.

Dopo il saluto di P. Saverio Cento OM, Segretario Unitario, e dei Presidenti dei tre organismi  CISM, USMI e CIIS, rispettivamente P. Massimo Cucinotta TOR, Madre Gabriella Ruggieri FMC, la delegata della Presiedente degli Istituti Secolari Franca Buffa, l’attenzione è subito andata  alla relazione della  biblista Sr. Filippa Castronovo, che ha illustrato i fondamenti biblico-teologici della Vita Consacrata.  Se per ogni battezzato il radicalismo evangelico con cui Gesù chiama tutti alla sequela, è norma di vita, essendo la consacrazione una esigenza specifica dell’Alleanza tra Dio e il suo popolo, tuttavia  ad alcuni è dato un particolare dono dello Spirito per una esistenza cristiforme. La Vita consacrata “misura alta della vita cristiana ordinaria” (Giovanni Paolo II), porta in superficie ciò che è di tutti, facendosi al tempo stesso memoria e profezia. Il Consacrato, guardando all’apostolo Paolo, più volte citato come esempio di totale conformazione a Cristo, è chiamato a correre per conquistare la meta, perché conquistato da Cristo (Fil 3,12).

“La Vita Consacrata, quale profezia per il mondo di oggi” è stato, di seguito, il tema della  relazione del teologo Don Rino Cozza, che ha collocato la Vita Consacrata nella linea della profezia se capace - a dirla con Papa Francesco - di svegliare il mondo, di rispondere con la buona notizia del Vangelo alle domande inespresse e profonde dell’uomo di oggi, se capace di raggiungere le periferie esistenziali con linguaggi adeguati, vivendo il carisma  nella misura in cui si riesce a trascinare il futuro nel presente, osando chiedere – come Maria a Cana – un anticipo della salvezza.  L’amicizia e la gioia, sono i due coefficienti per far trasparire il divino nell’umano, per sgombrare la mente da facili spiritualismi disincarnati, poco rispondenti alla maturazione di una humanitas ricca del divino. 

Altamente apprezzate le tre testimonianze in cui la profezia coraggiosa, schietta, controcorrente,  è diventata
autentica manifestazione della tenerezza Dio, nella misura in cui ha saputo assumere i molteplici volti della carità.
Il rogazionista P. Paolo Galioto, con la sua comunità a Cristo Re (Messina) ha raccontato alcuni scherzi della Divina Provvidenza che diventa sempre più tangibile, quando si sa osare e andare oltre, costringendo l’Altro ad intervenire: la Comunità ha accolto ed è a servizio di tre case famiglia (una per bambini fino a 13 anni, una per ragazzi dai 14 ai 18 anni, una per ragazzi con disagio sociale affidati dal tribunale, e/o ragazzi sordi), dell’accoglienza notturna maschile e femminile per persone senza fissa dimora, della mensa del povero, di un ambulatorio per i poveri. L’ambiente accogliente e familiare diventa luogo tangibile del carisma di S. Annibale Maria Di Francia, soprattutto se aperto all’accoglienza di ogni povertà, umana e spirituale.

La comboniana Sr. Valeria Gandini, con altre sorelle ha denunciato il dramma della Tratta degli esseri umani, in particolare la rinnovata piaga della  prostituzione, anche minorile, che costringe migliaia di donne anche in Italia a vivere nella povertà, nell’indigenza, nello sfruttamento, nell’angoscia e nella solitudine, nell’offesa continua alla propria dignità. Ai Consacrati ha rinnovato l’invito a promulgare quell’anno di grazia e di liberazione inaugurato da Cristo nella sinagoga di Nazaret, proprio là dove è urgente offrire rapporti di fiducia, stima e amicizia, in cui l’ascolto, la preghiera e l’accompagnamento diventano relazioni deterrenti contro l’ingordigia umana che giunge persino a rendere schiavi altri esseri umani.

Anche la Verginità per il Regno, vissuta nell’OrdoVirginum, testimoniata da Anna Daniela
Spatola,  è divenuta profezia da quando, quasi inconsapevolmente, i Padri del Concilio Ecumenico Vaticano II hanno auspicato la restaurazione dell’antico rito di consacrazione delle Vergini. Oggi più che mai, in Italia, le cinquecento vergini consacrate costituiscono un segno profetico per aiutare a vivere nella Chiesa la virtù della verginità come servizio d’amore al popolo santo di Dio. La preghiera, il compimento del proprio dovere, il vivere con cuore indiviso la propria affettività per lasciarsi abitare da Dio e dai suoi figli, soprattutto se ultimi, e dai poveri, l’assenza di una struttura o di una regola, il legame con la Chiesa diocesana, sono alcune delle caratteristiche proprie di questo stato di vita, espressione della ricchezza dell’unico Spirito che l’ha suscitata nella Chiesa.

Fecondi e arricchenti i laboratori, dodici in tutto, in cui, seguendo in ciascuno una pista di riflessione, ci si è
potuti confrontare, stimolare e provocare.
Negli arricchenti interventi finali condivisi da ogni gruppo di lavoro, è stato ribadito l’impareggiabile valore della fraternità come comunione di fratelli e sorelle, uniti non semplicemente da strutture istituzionali, ma dall’unico intento di generare e rigenerare spazi di comunione, dove è palpabile la tensione positiva, che è frutto dello Spirito, tra immanenza e trascendenza, e tra fede e vita, e nel fare del Vangelo il punto di riferimento per la crescita della persona.
Per vivere la profezia, è stata condannata l’applicazione alle comunità dei criteri tipici delle ONG, perché trasformerebbero le comunità in venditori di servizi assistenziali, ridotte a puro ingranaggio di un sistema esternamente impeccabile, quanto vuoto e ridondante, più attento alla legittimità degli atti che alla qualità della vita umana e cristiana che in esse si svolge.

La celebrazione eucaristica di sabato è stata presieduta dal Vescovo delegato dalla CESI per la Vita Consacrata, S.Ecc.za rev.ma Mons. Calogero La Piana, che  nell’ omelia, pur non nascondendo le difficoltà e la crisi della Vita Consacrata, ha sottolineato come essa faccia parte integrante della vita della Chiesa e si caratterizzi soprattutto dalla capacità di “stare con il Signore”.

Particolarmente accogliente la comunità parrocchiale di Taormina, col suo parroco P. Salvatore Sinitò, e i ragazzi della parrocchia. Infatti l’animazione dei canti della messa loro affidati, è stata gioiosa e giovanile, ma anche profonda e orante.
Il grazie anche per averci reso possibile la notte del 14 febbraio, la conoscenza della Taormina Cristiana, organizzando la visita by night, guidata con competenza e  semplicità da Paolo Restuccia, sia del Duomo che delle altre Chiese, custodi della storia cristiana locale, luoghi incastonati nel suggestivo panorama notturno della Perla dello Jonio.
Curioso e divertente, nella notte di S. Valentino, prerogativa delle coppie di innamorati, vedere il corso di Taormina invaso ed animato dal vociare allegro di un folto gruppo di religiose e religiosi, capaci di sfidare la notte per percorrere le strade della città, suscitando curiosità e sorpresa, testimoni anch’essi di un amore profondo.

Significative le conclusioni del teologo Don Rino Cozza, che nella sua qualità di osservatore dei lavori del Convegno, ha riassunto il senso dei lavori e dell’esperienza vissuta. Citando Papa Francesco, ha affermato che “il carisma, perché non diventi sterile, deve cercare nuovi cammini, sapendo chiedere perdono e guardando con vergogna agli insuccessi causati dalla mancanza di coraggio”. Più che omologare il
presente ad un passato che non è più, i Consacrati sono chiamati ad accogliere la sfida di intravedere il futuro e di incarnarlo nel presente: azione quanto mai rischiosa, ma aderente a quanto fatto dai Santi Fondatori nelle rispettive epoche storiche. 
Il Convegno si è concluso sotto lo sguardo della Madonna della Lettera, titolo con cui la Chiesa messinese venera la Beata Vergine Maria. Esso non ha avuto la pretesa di rispondere a tutte le sfide rivolte alla Vita Consacrata, ma, già nella sua celebrazione, è stato l’occasione per continuare un’autentica conversione evangelica, nella condivisione dei molteplici carismi, da rivivere per  animare la vita cristiana nelle Chiese di Sicilia.

P. Massimo Cucinotta TOR


Segreteria Unitaria CISM USMI CIIS
          Via S. Oliva, 3   90141
                        Palermo


  

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