Anniversari nel mese di Gennaio


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Processione delle Sante vergini a seguito dei Magi
Mosaico in S. Apollinare Nuovo (sec. VI) Ravenna
«Dio ci fa dono di queste quattro donne chiamate a diventare per noi un “segno” particolare. Il Signore le invita a donarsi totalmente e definitivamente a Lui, ma non di andare in un convento né di vivere in una comunità religiosa. Le invita a rimanere là dove si trovano e a continuare a svolgere la loro professione, a portare l’anello della fedeltà a Lui, a sposarsi ma non con un uomo, ad aver dei figli, ma non di sangue. Così il Signore ci offre un “segno”, complementare a quello del matrimonio, per esprimere l’amore a Lui e agli uomini. Queste quattro donne hanno detto di sì al Signore. Nel libro dei Giudici, la figlia di Iefte, che doveva essere offerta a Dio disse: “Dammi due mesi di tempo perché io possa andare sui monti a piangere la mia verginità”. Qui, stasera, la verginità non viene pianta, ma viene esaltata. Così come i Magi vanno a trovare Gesù, lo adorano e poi riprendono il cammino, anche noi, dopo questo momento, possiamo tornare alla vita di sempre, con uno stile però rinnovato, trasformato dall’incontro con il Signore».
(Dall’omelia di Mons. Paolo Urso  vescovo di Ragusa in occasione del Rito di Consacrazione delle Vergini – Cattedrale S. Giovanni Battista di Ragusa 5 gennaio 2008 in : quindicinale Insieme del 16/1/ 2008)

Nel gaudio del Natale festeggiano la loro donazione a Cristo:

Concetta, Francesca Maria, Rosaria, Salvina  (05/01/2008)
presieduta da Sua Ecc.za  P. Urso vescovo di Ragusa presso la chiesa cattedrale  S. Giovanni Battista di Ragusa

Delizia B., (05/10/2019)
presieduta da Sua Ecc.za  C. Cuttitta vescovo di Ragusa presso la chiesa cattedrale  S. Giovanni Battista di Ragusa

Rosanna (21/01/2016)
presieduta da Sua Ecc.za  V. Manzella vescovo di Cefalù presso la chiesa cattedrale S. Giovanni Battista di Cefalù

Natale del Messia



«Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele» Isaia 7,14.

I Vangeli di Matteo e Luca attestano la nascita del Messia, ma non indicano il giorno del divino evento. A Betlemme la comunità cristiana primitiva aveva conservato la memoria e la venerazione della grotta in cui nacque il Messia ancor prima che l’imperatore Adriano elevasse un tempio al dio Adone (135 ca.), e l’imperatrice Elena iniziasse la costruzione della Basilica della Natività di Gesù Cristo (326 d.C.). Quando nel  330 l’imperatore Costantino fissò al 25 dicembre la festa della natività di Gesù Cristo ufficializzata sette anni dopo da papa Giulio, la celebrazione liturgica era consolidata in diverse Chiese d’Oriente e d’Occidente. Nella seconda metà del secolo scorso, alcuni liturgisti, divulgarono l’ipotesi che il 25 dicembre fosse una data scelta dai cristiani di Roma per sostituire la festa pagana del Dies Natalis Solis Invicti (invincibile) celebrata nel solstizio d’inverno a Roma per volere dell’imperatore Aureliano. Ma è davvero certa questa ipotesi? Il solstizio d’inverno cade il 21 dicembre e non il 25 e la festa pagana in questione a Roma veniva celebrata il 19 dicembre e altrove tra il 19 e il 22 ottobre. Nel 354 d.C. il calendario romano “Chronographus” attesta che la festa pagana del “Solis Invicti” è il 25 dicembre. Ippolito di Roma, nel 204 d.C (quindi 150 anni prima) scrisse nel Commento al libro del profeta Daniele che Gesù è nato il 25 dicembre e Benedetto XVI, lo conferma nell’Udienza generale del 23/12/2009. Questo significa che i pagani, orientati a divulgare false accuse per screditare i cristiani, cercarono di sovrapporre la festa del Solis Invicti alla festa del Natale di Gesù Cristo.

Il Libro dei Giubilei, testo del II secolo a.C. ritrovato nel 1947 a Qumran, ha permesso, ad uno studioso ebreo (Shemarjahu Talmon, dell’Università Ebraica di Gerusalemme, The Calendar Reckoning of the Sect from the Judean Desert. Aspects of the Dead Sea Scrolls, in “Scripta Hierosolymitana”, vol. IV, Jerusalem 1958), di conoscere le date in cui le ventiquattro classi sacerdotali di Israele officiavano al Tempio di Gerusalemme, ciclicamente da sabato a sabato. La classe 8ª di Abia, a cui apparteneva Zaccaria, padre di Giovanni Battista, entrava nel Tempio nella settimana compresa tra il 23 e il 30 settembre. Ciò conferma l’attendibilità storica  di quanto creduto e trasmesso dalla chiesa giudeo-cristiana siro-palestinese  e da alcuni Padri della Chiesa in base al racconto evangelico di Luca. Al sacerdote Zaccaria toccò in sorte una possibilità unica ed irrepetibile: entrare nel Santo, vano antistante al Santo dei Santi per offrire, al mattino ed al tramonto, l’incenso, quando la visione dell’arcangelo Gabriele gli annunciava la nascita del figlio Giovanni, tornato a casa, dopo i giorni del suo servizio, sua moglie concepisce Lc. 1,5 - 24. La chiesa bizantina e la chiesa latina di Terrasanta celebrano l’annuncio della nascita di Giovanni il 23 settembre. Risulta perciò plausibile la data di nascita del Battista, nove mesi dopo, il 24 giugno, la data dell’annunciazione a Maria, ("e questo mese è il sesto per lei" Lc.1,36), 25 marzo, e la conseguente nascita del Messia, nove mesi dopo dal grembo verginale di Maria il 25 dicembre.  Il fatto che gli ortodossi del patriarcato russo festeggiano la Natività del Salvatore il 7 gennaio è perché hanno continuato a seguire il calendario giuliano (introdotto da Giulio Cesare) il quale differisce di tredici giorni rispetto a quello gregoriano (introdotto da Papa Gregorio XIII nel 1582). 
Ma come mai il buon Dio ha scelto questo fausto giorno per la nascita di suo Figlio?  Il 25 di Kislev, che corrisponde al nostro 25 dicembre, gli ebrei festeggiano l’ănukkāh (= Dedicazione) o Festa delle luci, in cui si commemora la ri-consacrazione dell’altare nel Tempio di Gerusalemme che Antioco IV Epifane aveva profanato, utilizzandolo per il culto pagano (1 Maccabei 4, 36–59 ). Coincidenza? L'Emmanuele ha in se la pienezza della divinità! Il Talmud narra che in quell'occasione, per la riaccensione della menorah si trovò olio adatto sufficiente per un solo giorno, ma quella piccola quantità miracolosamente bastò per altri sette giorni. Nel Vangelo secondo Giovanni Giovanni 1,4-5 8,12; 9,5;   12,46  Gesù è la luce del mondo, non sostituisce il sole ma è luce che illumina, manifesta e opera la redenzione del genere umano.
Nella notte in cui nacque il Salvatore il Vangelo secondo Luca 2,8 riferisce che vi erano dei pastori con le loro greggi all'aperto ma questo non è un motivo per escludere che fosse inverno. Nell’ebraismo le norme di purità non consentivano alle greggi di lana scura di rientrare nel centro abitato ma erano costrette a stare all’aperto anche di notte vigilati dai pastori, ritenuti impuri per solo fatto che avevano a che fare con animali impuri. L’annuncio della nascita del Salvatore che gli angeli danno ai pastori indica pertanto una salvezza donata a quanti non solo vegliano ma anche agli esclusi ed emarginati dalla società e dalla casistica religiosa. 
E l’anno di nascita di Gesù? Il monaco Dionigi il piccolo (sec. V) calcolò erroneamente la nascita di Gesù, gli storici la collocano tra il 7 e il 4 a.C. cfr. bastabugie.it
Prima della Celebrazione Eucaristica della Notte Santa si canta la Kalenda di Natale inserita nel Martirologio Romano, riprende il Cronografo Romano di Furio Dionisio Filocalo del 354. Il computo degli anni è in parte attendibile, ciò che è significativo è il senso del messaggio che si ha la gioia di proclamare: Cristo è il centro della storia e la sua venuta ha trasfigurato la storia. Il Natale di Gesù non può essere ridotto ad un commovente evento del passato ma ci orienta a dare pienezza alla nostra vocazione umana:  «La gloria di Dio è l’uomo vivente, e la vita dell’uomo consiste nella visione di Dio: se già la rivelazione di Dio attraverso la creazione dà la vita a tutti gli esseri che vivono sulla terra, quanto più la manifestazione del Padre attraverso il Verbo è causa di vita per coloro che vedono Dio! » (Ireneo di Lione Contro le eresie, 4,20,5-7) 

Beata Vergine Maria del Rosario

 di Rosaria Diquattro
 
Questa celebrazione fu istituita da San Pio V papa nell’anniversario della vittoria navale riportata dai cristiani a Lepanto e attribuita all’aiuto della Santa Madre di Dio invocata con la recita del rosario (1571). Questa commemorazione è di incitamento per tutti a meditare sui misteri di Cristo sotto la guida della Beata Vergine Maria, la quale fu associata in modo tutto speciale all’incarnazione, alla passione e alla gloria della risurrezione del Figlio di Dio.

        Con queste parole la Liturgia delle Ore presenta questa meravigliosa memoria.
La tradizione  attribuiva la nascita di questa preghiera a San Domenico; anche se oggi non c’è più tale certezza, resta storicamente testimoniato che i domenicani ne furono i maggiori zelatori e promotori. È già al secolo XII che risale il suggerimento dato ai monaci illetterati di sostituire la recita dei 150 Salmi con altrettanti Pater o Ave. Successivamente, nel secolo XIV, il certosino Enrico di Kalcar propose la suddivisione in 15 decine, inserendo tra l’una e l’altra il Pater. Più tardi, nel 1613, l’inserimento del Gloria avrebbe completato l’opera. Intanto, alla contemplazione insita nelle preghiere vocali, si aggiunge quella meditativa, poggiata sull’evocazione di momenti della vita di Cristo. Il Rosario si diffuse grazie alle confraternite del Rosario promosse dal domenicano Alano de la Roche che, nel 1400, distinse le tre cinquantine in rapporto a tre cicli meditativi incentrati sull’Incarnazione, la Passione e la Gloria di Cristo e di Maria. È in quest’epoca che il salterio mariano comincerà a chiamarsi “Rosario della Beata Vergine Maria”. Dopo ulteriori rielaborazioni il Papa San Pio V, con la bolla Consueverunt romani Pontifices del 1569, stabilì la forma definitiva di questa preghiera.
Nel corso dei secoli i Romani Pontefici hanno tenuto il Rosario in gran conto, raccomandandolo costantemente all’attenzione e alla pratica del popolo cristiano. In particolare  si  ricorda che Leone XIII fu detto il “Papa del Rosario”, per i numerosi documenti che dedicò a questa preghiera e Paolo VI, dopo aver esortato i pastori, nell’enciclica Mense Maio (1965), ad inculcare “con ogni cura la pratica del santo Rosario, la preghiera così cara alla Vergine…”,  nell’esortazione apostolica Marialis cultus, (1974) ne sottolineò la natura trinitaria, cristologia, pneumatologica ed ecclesiologica, l’orientamento biblico, liturgico, ecumenico ed antropologico. Giovanni Paolo II formulò la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, del 2002, nella quale egli delineò il bisogno della Chiesa di contemplare Cristo mettendosi alla scuola di Maria. Secondo le sue indicazioni, il contenuto del Rosario è il volto di Cristo contemplato con gli occhi e con il cuore di Maria. Esso si è rivelato una preghiera alla portata di tutti ed insieme preghiera capace di far innalzare l’animo verso le vette della più alta contemplazione. Il Pontefice offre in questa sua lettera una profonda riflessione  sui contenuti: i “misteri” del Rosario, tra gioia, dolore e gloria e aggiunge l’arco dei misteri della luce.
Con questo documento, pubblicato in occasione dell’inizio del 25° anno di pontificato, Giovanni Paolo II ha riproposto alla Chiesa del Terzo Millennio il Rosario come vera scuola di preghiera, capace di portare i fedeli alla contemplazione del mistero cristiano. In modo più specifico, affermava infatti  il Santo Padre, “ciò che è veramente importante è che il Rosario sia sempre più concepito e sperimentato come itinerario contemplativo”.


Il video sottostante riporta alcune interessanti immagini dello splendido Oratorio di S. Cita a Palermo decorato dal Serpotta sui misteri del Santo Rosario ... buona contemplazione!  


Anniversari nel mese di Ottobre


"La predicazione di S. Venera "
(1738/39) 
Pietro Paolo Vasta - Cattedrale di Acireale
 «Quando si parla di vita consacrata, abitualmente si riprendono le parole del profeta Geremia che rivelano lo sguardo di amore divino e l'elezione fin dall'eternità: “Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni” (Ger. 1,5). Il motivo è dato dalla certezza che la consacrazione consegna alla persona umana una dimensione profetica in più, di quella ordinaria già presente nel battesimo, nonostante la realtà fragile e limitata nella quale permane. La liturgia, nella preghiera di consacrazione delle vergini fa pregare così: “Tu hai voluto restaurare la natura umana corrotta nei nostri progenitori dall’insidia diabolica; e non solo l’hai riportata all’innocenza delle origini, ma per mezzo del tuo Verbo, nel quale è stato creato l’universo, hai innalzato a immagine degli angeli coloro che sono per condizione mortali e li hai resi capaci di anticipare in sé l’esperienza del Regno futuro”. La profezia è proprio questa: “anticipare in sé l’esperienza del Regno futuro”. Non perché manifesta un modo di esistere che dovrà venire; ma perché parla a nome di Dio e ci mostra con la vita consacrata il disegno preparato per la nostra gloria: quello di essere Lui “la gioia, l’onore e l’unico volere”; Lui “il sollievo nell’afflizione”; Lui “il consiglio nell’incertezza”; Lui “la difesa nel pericolo, la pazienza nella prova, l’abbondanza nella povertà, il cibo nel digiuno, la medicina nell’infermità” (Cfr. Preghiera di consacrazione delle vergini)»
(Messaggio per la XII Giornata Mondiale della Vita Consacrata - Mons. Pio Vigo – Vescovo di Acireale - Delegato C.E. Si. per la Vita Consacrata)

Nella “perfetta letizia” accoglie il dono della verginità consacrata:
 
Rosaria M. (07/10/2007)
ricevuta da Mons. Pio Vigo Vescovo di Acireale presso la chiesa tenda S. Maria degli Angeli della Parrocchia S. Cuore di Gesù di Santa Venerina (Ct)


Melina C., Virginia Z. (20/10/2012)
ricevuta da Mons. Salvatore Di Cistina, Arcivescovo di Monreale, presso la chiesa madre di Corleone

Le Sante, vergini consacrate, del mese di Settembre

1 Settembre sec. IV Santa Verena di Zurzach
15 Settembre sec. II Santa Melitina di Marcianopoli

16 Settembre sec. III Santa Dolcissima
18 Settembre sec. III Santa Sofia -  Patrona di Sortino
20 Settembre sec. IV Santa Candida di Ventotene
24 Settembre sec. I Santa Tecla



Santa Dolcissima †16 Settembre sec. III (patrona di Sutri)

La città di Sutri, collocata su uno sperone di tufo, ha origini etrusche. Conquistata dai Romani nel  381 a. C. diventò molto presto luogo strategico. Coinvolta nelle lotte fra Longobardi e Bizantini, devastata dai Goti, conquistata dai Longobardi, nel 728 d. C fu ceduta al Pontefice.
Nella prima metà del sec. XVII,  in una sepoltura delle Catacombe di San Giovenale lungo la via Cassia nei pressi dell'attuale cimitero di Sutri, si trovarono delle ossa e fu rinvenuta una lapide marmorea che attestava il “beato” martirio della vergine Dolcissima il 16 settembre al tempo dell’imperatore Diocleziano. Le sacre reliquie furono traslate nella Cattedrale di Sutri in un’apposita cappella a lei dedicata (la terza a destra). Ivi è collocata una stataua in legno ed argento di scuola berniniana custodita da una tela opera di Heinrch Schmidt (1792) raffigurante la santa nella gloria con la città sullo sfondo. Stesso soggetto è rappresentato sulla volta centrale della stessa chiesa ad opera di Luigi Fontana (1891-1894). Altro affresco, alquanto danneggiato, Madonna con il Bambino fra Santa Dolcissima e San Liberato del sec. XIII - XV si trova nel vestibolo della chiesa S. Maria del Parto.  Sebbene non sia annoverata nel Martirologio Romano, Dolcissima, vergine sutrina e martire della fede, è patrona di Sutri. Considerevole il numero degli ex-voto custoditi nella sua cappella e dei bassorilievi dorati che riproducono la sua effigie presso le abitazioni della città. Onorata solennemente per tre giorni (15,16,17 settembre) i festeggiamenti sono caratterizzati da momenti aggregativi, competizioni agonistiche ed esibizioni artistico-musicali…. oltre che da celebrazioni eucaristiche, processione con trasporto della statua lignea e spettacolo pirotecnico nell'Anfiteatro illuminato da fiaccole romane.



Memorare

Madonna del Perpetuo soccorso


Ricordati, o piissima Vergine Maria, 
che, non si è mai udito al mondo 
di chi ricorrendo alla tua protezione,
implorato il tuo aiuto 
e chiesto il tuo patrocinio
sia stato da te abbandonato. 
Animato da tale fiducia, 
a te ricorro, o Madre, 
Vergine delle vergini,
 a te vengo e, peccatore pentito,
sto dinanzi a te.
O Madre del Divin Verbo, 
non disdegnare le mie suppliche,
ma ascoltale benevola ed esaudiscimi. Amen.

FORUM VITA FAMIGLIA EDUCAZIONE

INVITO ASSEMBLEA CITTADINA PER  LA  MARCIA PER LA VITA  
E PER LA FAMIGLIA   

           



Anche quest’anno Il Forum “Vita-Famiglia-Educazione“ , terrà la 6a edizione  della MARCIA PER LA VITA E PER LA FAMIGLIA. Le edizioni precedenti hanno registrato la  partecipazione di migliaia di persone  oltre che l’adesione di 80 associazioni, del  Comune di Palermo  e  di molti esponenti religiosi, cattolici e non cattolici.



L’appuntamento  è per SABATO 14 MAGGIO 2016 a PIAZZA CROCI ORE 16,30 , preceduto da una settimana di eventi, dal 7 al 13 maggio, focalizzati nell'affermare la centralità di questi valori, irrinunciabili per una società fondata su una concezione alta del bene comune.




In preparazione di questo evento Siete inviati a partecipare ad un assemblea cittadina per GIOVEDÌ 21 APRILE ALLE ORE 17.00, PRESSO L’ORATORIO DI SANTA CITA IN VALVERDE,
nella quale verrà presentato il programma dell’iniziativa, dibattuti i temi che la originano e le modalità per  organizzare una mobilitazione quanto più vasta possibile.


Partiremo dalla riflessione che l’essere umano ormai è diventato un bene di consumo,da scartare quando non è più funzionale. E’ il caso dei malati, dei disabili, degli anziani  privi di cure, dei profughi morti per mano dei trafficanti di carne umana, dei bambini abortiti, di quelli trattati come merce con la pratica dell’utero in affitto, dell’infanzia vittima del degrado sociale, della pedofilia, dello sfruttamento criminale, della droga, dell’emarginazione.

In questo contesto, si tenta di demolire la famiglia naturale, come definita dalla costituzione, colpendo l’istituto matrimoniale, violando la libertà di educazione dei genitori con l’indottrinamento Gender e negando ai bambini il diritto di avere un padre e una madre. Ci mobilitiamo quindi per dire il nostro, pacifico ma determinato, 
            NO ALLA CULTURA DELLO SCARTO.

Manifesteremo per la promozione dell’istituto familiare, sempre più negletto e boicottato, per il quale solleciteremo interventi legislativi ormai urgentissimi. Chiederemo maggiore attenzione alle politiche per l’infanzia e l’adolescenza, per le quali si registra un pauroso vuoto di iniziative, nel costante taglio di fondi e nella assoluta paralisi dei pagamenti nei confronti delle realtà che assistono i minori e famiglie.

Gli enti e le associazioni proponenti ad ora sono:

Ass. Guide e Scout San Benedetto/ Ass. Ex allievi Scuola D.S/ Centro Padre Nostro/ Ordine Francescano Secolare di Sicilia/ Ass. Naz. Famiglie Numerose di Sicilia/LAILAC/ Federcasalinghe Sicilia/ Ass. ERRIPA Achille Grandi/ Milizia dell’Immacolata di Sicilia/ C.A.Me.L.O.S/ Rinnovamento Nello Spirito Palermo/ Centro Aiuto alla Vita Palermo/ GRIS Sicilia/ Voglio Vivere/ Chiesa evangelica " Parola della Grazia"/ Istituto per la Famiglia onlus/ Cristiani per la Nazione/ Societa’ Domani/ Compagnia dell’Immacolata e di San Filippo Neri/ Identita’ Giovane/Movimento per la Vita Palermo/ Virtus Sicilia/Alleanza Cattolica Sicilia/MODAVI ONLUS/Comitato “Difendiamo i nostri Figli” Palermo/Meter Onlus/ Forum delle Associazioni Familiari Sicilia/Redazione Palermo Parla/Movimento Carismatico di Assisi PA/ CAV di Caltanissetta/ Sìallafamiglia Sicilia/Comitato art.26 Sicilia/Apostolato della Preghiera Palermo/Associazione Giacomo Cusmano Sicilia/ Azione Cattolica parrocchia Cuore Eucaristico/Comitato Etico Palermo/ Parrocchia Cuore Eucaristico Palermo/FISM Sicilia/Ven. Compagnia Immacolata Concezione/AERE/ Ist. Santa Famiglia/ Ass.S.Ignazio di Lojola-Bagheria/ Cooperatori Salesiani Palermo/

Ci è gradito rivolgerci a Voi, perché contribuiate al successo di questa manifestazione,  aderendo ufficialmente  e coinvolgendo vostri associati. Per ogni comunicazioni potete contattare  il 340/1409850 o inviare una email a  forum.vitafamigliaeducazione@gmail.com

Certi del Vostro personale interessamento e fiduciosi in una vostra presenza,Vi porgo cordiali saluti.
Il delegato del Forum


Diego Torre