"Pensiamo a quel ritratto di Gesù raffigurato nel Duomo di Monreale ... ciascuno di noi è come una tessera di questo grande mosaico. Quindi tutti quanti dobbiamo capire qual è il nostro posto e aiutare gli altri a capire qual è il proprio, perché si formi l'unico volto del Cristo." Beato Giuseppe Puglisi - Palermo 15/09/1937 - 15/09/1993 Primo martire di mafia

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Incontro regionale Catania 16 - 17 aprile 2016

  

Sabato 16 aprile h. 16,30                          
saremo accolte presso la Cattedrale di Catania,  da Mons. Salvatore Genchi, Vicario Generale e da Mons. Antonino Verde, delegato dell’Ordo Virginum di Catania, entreremo dalla Porta Santa offrendo poi un omaggio floreale a S. Agata.

Seguirà la relazione di Sorella Grazia di Maria del Carmelo, francescana del Vangelo della fraternità S. Maria della Pace di Catania: "Le relazioni fraterne: luogo della misericordia e della concordia. Per vivere bene un Anno Straordinario nella quotidianità" .                                                  
    
 Domenica 17 aprile 
 Assemblea, accoglienza di Sua Eccellenza Mons. Gristina, arcivescovo di Catania e neo Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana. Celebrazione eucaristica. 



In attesa della Nota pastorale CEI - Incontro regionale, Messina 11 - 12 gennaio 2014



 di Angela La Ferrera 
vergine consacrata nella diocesi di Nicosia

L’ORDO VIRGINUM NELLE CHIESE  DI  SICILIA: Comunione e Formazione



     L’emanazione della Nota Pastorale della CEI sull'Ordo Virginum, lungamente attesa, sembra ormai prossima. Nella prospettiva di questo evento le vergini consacrate delle Chiese di Sicilia si sono radunate a Messina nei giorni 11 e 12 gennaio per il secondo dei tre consueti incontri annuali; tali incontri hanno, di norma, carattere prevalentemente formativo e seguono un itinerario prestabilito. L’ultimo ha avuto il titolo: “Tenda per Dio” e, ha approfondito, come detta il programma di quest’anno, uno dei riti esplicativi della Consecratio Virginum, quello della velatio; la relazione fondamentale è stata svolta da Mons. La Piana, arcivescovo di Messina, mentre una breve introduzione al tema è stata curata, nella giornata di sabato, da  Rosa Maria Scuderi, vergine consacrata della diocesi di Monreale.

     L’appuntamento di Messina ha assunto un significato più ampio del consueto per la possibilità di incontrare Mons. La Piana, delegato episcopale per la Vita Consacrata. Obiettivo: presentargli un documento nel quale le consacrate fanno il punto della situazione attuale dell’Ordo Virginum nelle Chiese di Sicilia, delineano il percorso effettuato in otto anni di incontri regionali, sollecitano iniziative per una più capillare diffusione della conoscenza della Consecratio Virginum e per una maggiore considerazione di essa negli itinerari vocazionali, chiedono di poter collaborare con i vari organismi collegiali della Vita Consacrata di Sicilia. Con tale iniziativa le consacrate nell’Ordo Virginum intendono aiutare i vescovi  a cogliere quello che lo Spirito ha da dire oggi alle nostre Chiese attraverso la nuova fioritura di questa forma di consacrazione.

     L’Ordo Virginum è attualmente presente in undici diocesi siciliane: Acireale, Agrigento, Catania, Mazara del Vallo, Messina, Monreale, Nicosia, Noto, Palermo, Piazza Armerina e Ragusa. Le consacrate sono cinquantadue e venti le aspiranti impegnate in cammini ufficiali di formazione; a queste si aggiungono coloro che sono interessate.

     Man mano che l’Ordo Virginum si è configurato nelle varie diocesi, è nata nelle  consacrate l’esigenza di coniugare la dimensione personale del carisma con quella della comunione, della ricerca e della formazione con le persone che lo condividono. Di ciò esse sperimentano la spinta propulsiva e il dono di Grazia negli Incontri Nazionali (convegni e seminari di studio), ma un percorso comunionale più sistematico suppone un ambito numerico e geografico più ristretto. Così in un incontro regionale avvenuto ad Acireale nel Luglio del 2006, alla presenza di Mons. Pio Vigo, allora delegato CESi per la vita consacrata e dell’allora nunzio apostolico, Mons. Paolo Romeo, ha preso corpo un progetto di incontri periodici tra le consacrate di Sicilia.  L’itinerario, delineato di triennio in triennio, ha toccato, finora, molti dei punti sensibili della vita consacrata, sia sul piano spirituale che su quello specificamente umano e ha visto l’intervento di insigni relatori ed esperti.  Gli incontri, essendo aperti anche a persone semplicemente interessate, hanno costituito e tutt’ora costituiscono un’occasione di conoscenza del carisma e dei variegati volti e stili in cui esso si manifesta.

Il cammino formativo regionale è una proposta lasciata alla libertà e responsabilità della vergine consacrata; nell’Ordo Virginum più che in altri contesti la formazione investe di responsabilità personale la persona che si forma e si svolge nell’ottica di un progetto che ella si è data. Si sa, però, che la formazione, in quanto processo, è frutto di un’interazione e va condotto simultaneamete sul versante personale e di gruppo.

Curare la propria formazione vuol dire passione per la propria identità e la propria missione, particolarmente nell’Ordo Virginum, la cui identità è, in misura più focalizzata di altre, connessa ad un mistero che la trascende e la interpella, il mistero stesso della Chiesa Vergine Sposa, mistero inesauribile che ella ha il compito di penetrare e, per quanto può, di incarnare. 







Incontro regionali 2014




Messina -"Benediciamo voi e la vostra città"
Eccoci giunte  alla terza tappa del nostro itinerario formativo:  “ALLE RADICI DELLA NOSTRA IDENTITÁ: IL RITO DI CONSACRAZIONE”
che prevede l’approfodimento dei Riti esplicativi così elaborati:
-      Tenda per Dio
-      Regnare servendo
-      Il sacerdozio del cuore
Il 1° argomento verrà affrontato durante l’incontro regionale che si svolgerà a Messina presso l’Istituto Teologico San Tommaso sabato 11 e domenica 12 gennaio 2014.
Interverrà Mons. Calogero La Piana arcivescovo di Messina e neo - delegato episcopale per la Vita Consacrata e in tale occasione gli presenteremo una breve relazione sulla situazione attuale dell’Ordo Virginum in Sicilia.
Le vergini consacrate impegnate ad approfondire la loro identità mediante un cammino di confronto e di comunione tra Chiese sorelle hanno rielaborato il testo durante l’incontro regionale svoltosi ad Enna il 6 ottobre 2013 sulla base del documento letto e consegnato al Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana nell’incontro regionale tenutosi a Palermo nei giorni 10 – 11 novembre 2007.


Cogliamo l’occasione per augurarvi per intercessione della Santa Madre di Dio Regina della pace buon anno nel Signore 


Convegno della Vita Consacrata di Sicilia

Centro   S. Massimiliano Kolbe 31 Ottobre - 3 Novembre Carini (PA)
 “Su mangia, perché è troppo lungo per te  il cammino”  (1 Re 19,7)

Abbiamo partecipato, con molto interesse ed entusiasmo, al convegno della Vita Consacrata di Sicilia che si è svolto dal  31 Ottobre al 3 Novembre a Carini (PA), presso il Centro di Spiritualità S. Massimiliano Kolbe e che ha avuto come tema : “La Parola nutre la Fede e la Speranza  della vita Consacrata”.
Durante le giornate, intense e ricche di riflessioni, i relatori hanno provocato ogni partecipante ad una sincera e fruttuosa verifica del proprio cammino, per ripartire con maggiore consapevolezza del dono ricevuto e con rinnovato slancio missionario.
E’ stato ampiamente sottolineato che nella Parola la Vita Consacrata. ritrova il coraggio di sognare e la libertà di seguire il suo Signore. Solo la Parola può rendere più fraterne le relazioni, è dalla qualità del nostro modo di relazionarci che saremo giudicati credibili.
La comunione fraterna, il saper generare comunione è un biglietto di presentazione, una carta d’identità anche per chi è chiamato, come noi consacrate dell’Ordo Virginum ad una vita di solitudine. Non abbiamo una comunità con cui condividere ogni giornata, né una regola comune, ma non possiamo esimerci dal percorrere la strada tracciata da P. Carlo Aquino nel suo stimolante insegnamento. E’ una strada che prevede cinque tappe:

1. Accogliere Come accogliere ce lo ricorda S. Paolo in Rm.15,7 “ Accoglietevi  gli uni gli altri come Cristo ha accolto voi per la gloria di Dio…”, cioè con lo spirito di chi va oltre il proprio naso e vede nella sorella un dono del Signore. La nostra verginità è la capacità di amare che ha le sue radici in Dio, dire si a Dio è dire Si all’amore, dire si a coloro che il Signore ci mette accanto.

2. Accettare  Accettare è permettere all’altro di essere come realmente è e non una copia di ciò che siamo noi o crediamo di essere.  E’ necessario accettare l’alterità, la diversità non considerandola sbagliata, il non farlo, diceva P. Aquino, vuol dire rifiutare Dio Creatore e volere la sorella simile a me.

3. Conoscersi  accogliere presuppone conoscere e questo presuppone avere incontrato se stessi. Se non mi conosco non posso farmi conoscere, se non mi accetto come dono di Dio, prima di tutto un dono fatto a me stessa, non potrò conoscermi, non potrò amarmi e dunque non potrò conoscere la sorella, né farmi conoscere da lei.

4. Condividere Atti 4 “ mettevano in comune…”  fare partecipi gli altri , apprezzare, valutare, stimare il lavoro dell’altra, tutto ciò ha come conseguenza l’assenza di calcolo

5. Camminare insieme. Gesù vuole entrare nelle nostre relazioni, vuole che maturiamo nel desiderio e nella costruzione di comunione, se non c’è questo non ci sarà cammino  verso la Trinità, verso Dio

 Queste tappe possono essere percorse liberando progressivamente il cuore, ci sottolineava la Prof.ssa Enza Maria Mortellaro, dando un nome alle fragilità, combattendole con la Parola. E’ necessario mettere nello scrigno del cuore la riserva di Parola che ci farà compiere continuamente il passaggio dalla preghiera alla vita e viceversa. Il Signore ci chiede di tessere rapporti in cui splenda la Sua pace e mentre la chiediamo a Lui, è Lui che ci impegna a costruirla in modo responsabile, maturo e illuminato dalla Sua Presenza viva ed efficace in noi.

 La parola, che magistralmente hanno spezzato per noi sia P. Carlo Aquino, che la prof.ssa Enza Maria Mortellaro ha voluto stimolarci ad una presa di coscienza: abbiamo il compito di rendere realtà un “sogno”, il sogno di Dio che vuole regnare nelle nostre relazioni e, al di là dei difetti e delle miserie umane, ci chiede di restare sempre Lui, il Suo amore e la Sua Parola il fondamento e il punto di riferimento della nostra vita.
Solo così il “ bene comune” coinciderà con il bene delle singole persone, non si perderà tempo per le sciocchezze, i pettegolezzi, le maldicenze, le chiacchiere, i sospetti e l’unico sospetto valido sarà quello che qualcuno non riceva la quota d’amore che gli spetta Papa Francesco non si stanca di ripeterci che il ruolo della Vita Consacrata, oggi, si gioca sul piano delle relazioni, le quali devono  splendere  di “intuito e affetto materno”, non si stanca di affermare che solo nell’incontro personale con Cristo, nell’ascolto della Sua Parola, nell’accoglienza del fratello, è racchiuso il segreto di una vita significativa.
Che lo Spirito ci insegni sempre più l’arte di essere vergini e madri e ci sveli il segreto di Maria S.S., nostra Madre e Regina perché sappiamo, sul Suo esempio, custodire, difendere, nutrire Gesù presente in ogni volto che incontriamo.

Anna Maria Canzoneri

L'incontro dinanzi alla Madonna delle Lacrime

Santuario Madonna delle Lacrime - Siracusa
Nell’ anno pastorale che Papa Benedetto XVI ha dedicato alla Fede, la comunità del Santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa ricorda il 60° anniversario dell’evento della lacrimazione della Beata sempre Vergine Maria (29 agosto – 1 settembre 1953-2013). A tal fine ogni seconda Domenica del mese si celebrano le “Domeniche della consolazione”. In questo contesto le vergini consacrate delle diocesi di Sicilia hanno pensato di programmare l’incontro regionale a Siracusa per il 23 - 24 febbraio 2013. Di seguito potrete trovare il programma dell’ incontro, un video relativo al Santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa e una breve preghiera a Lei dedicata. In attesa di incontrarci la benedizione di Dio scenda copiosa su tutti voi che vi apprestate in questo Santo pellegrinaggio a Siracusa ...in compagnia di San Paolo apostolo che nell'ultimo viaggio approdò sulle nostre coste evangelizzando e portando molti alla fede in Cristo Gesù.
In calce sono stati aggiunti, dopo questo incontro regionale: la risonanza di una nostra sorella, il file del relatore e una foto di gruppo  presso la casa dove è avvenuto il miracoloso evento.



Madonna delle Lacrime, il tuo pianto ci parla del Dio Padre di ogni consolazione che per la passione d’amore del suo Figlio Gesù sulla croce ci conforta nella Spirito Santo, dolcissimo sollievo per i nostri cuori feriti e induriti: aiutaci, o Madre, a custodire con stupore e gratitudine il dono delle tue lacrime, a comprenderne il misterioso ed eloquente linguaggio e a diffondere il messaggio di speranza che in esso ci consegni, «perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio» (2 Cor 1,4). Amen.


Incontro Pellegrinaggio ORDO VIRGINUM delle Diocesi che sono in Sicilia
SANTUARIO  MADONNA DELLE LACRIME, SIRACUSA
23-24 febbraio 2013

Nella ricorrenza del 60° anniversario della Lacrimazione di Maria a Siracusa, come ORDO VIRGINUM delle Diocesi che sono in Sicilia, abbiamo realizzato un incontro regionale /Pellegrinaggio nei giorni 23-24 febbraio 2013  al Santuario  MADONNA DELLE LACRIME
Siamo arrivate Sabato 23 febbraio e siamo state accolte da Ketty e Dina della Diocesi di Noto presso la Casa del Pellegrino, Via del Santuario  
Alle ore 16.30 abbiamo recitato i Primi Vespri in Cripta nella cappella del Santissimo Sacramento e subito dopo, abbiamo avuto la relazione, tenuta da don Rosario Gisana, Vicario episcopale per la Pastorale della Diocesi di Noto – Vice Preside Studio Teologico San Paolo, Catania, sul tema: « Ri-creati “A sua immagine” (Sezione Anamnetica) » nel salone Baranzini (Cripta Santuario) , a cui è seguito un breve tempo di silenzio.
 Nell’ introduzione alla sua relazione don Rosario Gisana ha richiamato tutte noi ad una bella espressione che troviamo nella preghiera di consacrazione dell’Ordo Virginum  nella quale   risalta l’espressione: «Tu hai voluto restaurare la natura umana», e attraverso tale espressione il relatore ci ha fatto riflettere su due aspetti che riguardano l’intervento di Dio come Creatore dell’umanità. Il primo aspetto evoca l’intenzione stessa di Dio, che, in quanto Creatore,ha voluto chiamare all’esistenza ciò che prima non era. Il secondo aspetto parte dal verbo «restaurare». Il relatore parla di un secondo intervento di Dio: la restaurazione della natura umana, ovvero il ripristino dell’identità dell’uomo e della donna, immagine di Dio. Alla domanda che ci si può porre sul perché Dio debba restaurare la natura umana, poiché l’immagine di Dio è nell’uomo e nella donna un atto indelebile, Don Rosario risponde che l’espressione «ricreati a sua immagine» andrebbe letta in questa direzione: Dio interviene non per abrogare la prima creazione, bensì per rivelare ciò che la definisce nella sua essenza. L’immagine divina nell’uomo può tornare a rifulgere in maniera consapevole, o meglio autorevole, se si accetta l’atto ricreativo di Dio che coincide con l’imitazione del Figlio.
Ireno di Lione,primo rappresentante di una riflessione sull’argomento, autore di un’opera di confutazione, dal titolo Adversus Haereses , in particolare nel libro quinto, affronta la questione dell’uomo ad immagine di Dio, spiegando che quest’evento si è attuato mediante il Figlio che è una delle due mani del Creatore:
«Dio sarà glorificato per l’opera da lui plasmata col modellarla secondo la forma e a  similitudine del suo proprio Figlio . Infatti attraverso il Figlio e lo Spirito – poiché questo significano le mani del Padre – l’uomo e non una parte dell’uomo ,diviene ad immagine e somiglianza di Dio» (Adv. Haer. V,6,1).
La metafora delle due mani è davvero suggestiva. Ireneo l’utilizza per chiarire agli gnostici, che concepivano il Figlio un’emanazione di Dio e apparentemente incarnato, che Cristo invece ha partecipato attivamente alla creazione dell’uomo come mano del Creatore assieme all’altra mano che è lo Spirito Santo. Il richiamo delle due mani dimostra la preesistenza del Figlio,   partecipe, in quanto è una sola cosa con il Padre
L’immagine divina del Figlio è posta davanti all’uomo, perché egli possa tendere ad essa con perseveranza e vera conversione.
Ireneo aggiunge inoltre che questa tensione, che appartiene all’atto ri-creativo di Dio, lascia sull’uomo un effetto salutare, proporzionato alla vicinanza con il Figlio. Crescere nell’amicizia con il Verbo incarnato significa progredire nella conoscenza del mistero della propria esistenza. Tale vicinanza infatti consente all’uomo di rivelarsi a se stesso. Nella misura in cui l’uomo lascia che il Figlio assimili a se stesso la sua vita, quest’ultima gli si rivela in modo del tutto nuovo e arricchita del senso della relazione che Dio, mediante Cristo, instaura con lui.Il relatore conclude dicendo che l’assimilazione dell’uomo al Verbo incarnato gli rivela la sua vera condizione: l’uomo stesso è figlio e Dio quel Padre che ha scritto nel codice dell’esistenza umana il desiderio profondo di lui.
Molto interessante e stimolante è stato anche l’incontro – confronto con il relatore
A conclusione della giornata, dopo la Cena  alle ore  21.00 in Basilica abbiamo vissuto un intenso momento mariano con la recita del Rosario meditato attraverso i misteri della Consolazione
Domenica 24 febbraio, dopo la  recita delle Lodi mattutine in Cripta nella cappella del Santissimo Sacramento, alle ore 9 abbiamo  visitato la casa del pianto in Via degli Orti e subito dopo abbiamo assistito, presso il salone Baranzini (Cripta Santuario), alla  proiezione del documentario sulla lacrimazione di Maria con riflessione tenuta da don Luca Saraceno, Rettore del Santuario della Madonna delle Lacrime Alle ore 12,00 abbiamo vissuto un altro intenso momento di spiritualità con la  S. Messa in Basilica, presieduta dal delegato don Fortunato Di Noto della  Diocesi di Noto.
Concludendo possiamo dire che davvero la Madonna delle Lacrime ci ha arricchito e fatto sperimentare ancora una volta che lo stare insieme è benedetto dal Padre, visitato dallo Spirito e rinsaldato nella fraternità da Cristo Sposo e Signore dei no.




Incontro regionale Ov - Catania 19/20 novembre 2011

Articolo scritto mercoledì, 14 dicembre 2011

da Maria Carmela e Giuseppina

Giorno 19 e 20 novembre, Solennità di “Nostro Signore Cristo Re dell’universo”  si è svolto il consueto incontro regionale dell’Ordo Virginum delle Chiese di Sicilia, questa volta ospitate nell’Arcidiocesi di Catania, a Mascalucia presso la Casa di Esercizi Spirituali “Santuario dell’Addolorata” dei Missionari Passionisti.
Si è trattato di un incontro dai connotati “catanesi”: nel X anniversario della presenza dell’Ordo Virginum a Catania, abbiamo riscoperto, grazie alla brillante relazione di Mons. Gaetano Zito, la figura di Sant’Agata, “figlia” della Chiesa e “sorella” della comunità cristiana. E abbiamo ricordato la figura di una sorella a noi molto vicina e cara: Franca Maria D’Asero.
Agata è stata per la sua gente una donna cristiana che per fedeltà al suo Signore ha accettato la persecuzione. Agata, serva di Cristo, sa di godere della massima libertà e dignità e non china il capo davanti alle lusinghe di costumi corrotti, né davanti a minacce, torture e persecuzioni. Essa è innanzitutto modello per tutte le donne cristiane, a maggior ragione per le donne consacrate. Di sant’Agata, in realtà, non abbiamo una biografia, i soli documenti in nostro possesso sono gli atti del martirio da cui emerge una personalità decisa, dal carattere potremmo dire “virile”: non cede a lusinghe, non teme torture, sa di avere in Cristo ogni suo bene, nella fedeltà al suo Signore sa di essere già vittoriosa. Sicuramente sant’Agata è frutto di una comunità credente, nella quale è cresciuta e ha potuto fare un’esperienza di Cristo così forte da superare qualsiasi timore di fronte a persecutori che appartenevano ad un sistema di potere che sembrava assoluto e onnipotente; frutto di una comunità fervorosa e fedele a Cristo, ne è testimonianza il numero di cristiani che hanno subìto il martirio in quello stesso periodo.
La testimonianza di sant’Agata ci orienti a  riscoprire la dignità della donna in una società che tende a svilirne il valore sotto l’apparenza di una falsa emancipazione e l’autenticità di vita cristiana nella quotidianità e nella comunione con la Chiesa e con i fratelli.
La provvidenza di Dio non cessa di agire: insieme a innumerevoli altri doni, uno in particolare il Signore si è degnato di elargire alla comunità catanese in questi anni: Franca Maria D’Asero annoverata tra le prime vergini consacrate della Chiesa di Catania e salita alla casa del Padre il 22 ottobre 2006.
Franca, ha atteso tanti anni per conoscere in quale forma di consacrazione il Signore la chiamasse: ha riflettuto, pregato, sofferto, ha cercato consigli. Apprezza le diverse realtà religiose, fra cui le Salesiane e le Orsoline, ma non vi si sentiva attratta: il suo cuore anelava a qualcosa che fosse più diretta e semplice nella Chiesa. “Vi ringrazio perché mi avete creata per essere figlia, mi avete voluta preghiera incessante, mi guidate per essere piccola ostia”: è una delle innumerevoli preghiere che ci ha lasciato e che ci fanno vedere come la sua stessa vita, si sia trasformata in orazione continua. Si alza presto al mattino, va alla prima messa e si immerge nella preghiera fino all’ora della scuola. Uscita da scuola passa dalla cappellina dove l’attende Gesù Eucarestia per l’Ora Media e poi vi ritorna il pomeriggio per Vespro e adorazione. Franca, inoltre, vive incessantemente alla presenza di Dio ed è sempre in colloquio con Lui: in ogni parola, in ogni gesto, in ogni azione cerca l’ispirazione dello Spirito. Nella Parola di Dio cerca e trova la risposte alle esigenze dello spirito: immersa nella Lectio Divina, implora lo Spirito Santo: “Spirito Santo, io ti offro la mia mente, immergila nella mente del Padre, perchè conosca la sua volontà e il suo pensiero sia il mio. Spirito Santo, io ti offro il mio cuore, immergilo nel cuore di Gesù perché Lui ami in me. Spirito Santo, io ti offro la mia anima, immergila nell’anima orante di Maria perché mi insegni la preghiera incessante”. Tutto questo, in Franca, era vissuto in straordinaria armonia con la vita concreta e si manifestava con la bontà, con la gentilezza, il sorriso, la serenità del volto, con un naturale garbo nel relazionarsi con gli altri. Con i colleghi è aperta, disponibile, pronta al dialogo; ascolta e consiglia: è amica di tutti. Non conosce il pregiudizio e il pettegolezzo, non giudica, piuttosto incoraggia e lascia pace e serenità in chi la incontra.
In parrocchia si impegna con zelo e tenacia insieme a molta umiltà. Vede nel parroco, Gesù e questo la porta ad avere rapporti di stima, rispetto e obbedienza. Prende parte attiva all’Opera Vocazioni Sacerdotali diocesana e per il Vescovo, per i sacerdoti e i seminaristi prega, offre e si immola fino alla morte.
Non trascura la propria famiglia, si prodiga per i suoi genitori, le sorelle, nipoti, parenti ed amici. A tal proposito sono state raccolte molte testimonianze e tutt’ora ne giungono.
Il 17 novembre 2004, nella cattedrale di Catania, Franca fa la sua consacrazione nelle mani dell’Arcivescovo Mons. S. Gristina. Si sente “sorella” di Agata, Agnese, Cecilia, Lucia e delle prime vergini della Chiesa. Ama le sorelle nell’Ordo Virginum, le cerca assiduamente quando non le incontra alle periodiche riunioni.
È entusiasta quando può incontrare il Vescovo, con il quale coltiva un rapporto filiale e forte e che considera “maestro della fede, maestro della grazia, padre della vergine consacrata”.
Solo pochi anni ha vissuto nell’Ordo Virginum, prima di andarsene, ma sono stati intensi, vissuti in un crescendo d’amore e  attraversati da indicibili sofferenze, vissute in silenziosa e serena accettazione unita intimamente al sacrificio di Gesù in croce.
Grazie Franca




Incontri regionali Ordo Virginum 2010 -2011

Articolo scritto mercoledì, 04 maggio 2011

lampada tra le maniGli incontri regionali promossi dalle vergini consacrate delle diocesi di Sicilia  ► attivano un percorso triennale di formazione accolti nel 2010 - 2011:

* da Sua Ecc.za Mons. Ignazio Zambito vescovo nella diocesi di Patti
  il 9-10 Ottobre 2010
  su: "La chiamata: esodo d'amore"

   relatrice: Prof.ssa Cecilia Caiazza;


* da Sua Ecc.za Mons.Pio Vigo vescovo nella diocesi di Acireale
  il 26-27 Febbraio 2011
  su: "La dinamica della Libertà e della vita interiore"

   relatore: P.  Giovanni Salonia;


* da Sua Ecc.za Mons. Michele Pennisi vescovo nella diocesi di Piazza Armerina
  il 7-8 Maggio 2011
  su: "Tua per sempre: sessualità e sviluppo integrale" 

   relatore Don Rino La Delfa.



Di seguito, il dépliant degli incontri regionali 2010-2011

Incontro regionale Ordo Virginum - diocesi di Acireale

Articolo scritto mercoledì, 30 marzo 2011

da Antonella & company

Lo scorso 26 – 27 febbraio presso l’Oasi Maria Ss.ma Assuta in Aci Sant’Antonio, diocesi di Acireale, si è svolto il secondo incontro annuale di formazione per le vergini consacrate delle diocesi di Sicilia dal tema: “SI, LO VOGLIO: LA DINAMICA DELLA LIBERTA’ E DELLA VITA INTERIORE” tenuta dal frate minore cappuccino  P. Giovanni Salonia  
Nella sua relazione ha delineato alcuni punti fondamentali circa l’espressione “Si, lo voglio”.
Riassumiamo alcuni passaggi salienti per inquadrare la tematica:
l’espressione “si, lo voglio” è una risposta che risuona molte volte nella storia della salvezza.
Essa ricalca la certezza di una chiamata che nasce dalla libertà di Dio alla quale l’uomo risponde, anch’egli, con libertà e con responsabilità. La crescita di ogni vocazione si fonda su questa certezza: Dio ci ha chiamati perché ci ama, ci ha scelti prima e ci ha scelti per sempre. Dio ha rischiato per primo questo amore. Allora l’identità di vergine è un’identità di risposta e di una risposta appassionata, ovvero: “un’accettazione di passione”.
Il corpo di Gesù incontra sacramentalmente il corpo del chiamato attraverso un itinerario di: ricerca, relazione, conquista (cfr.Gv1,35-39), possesso, perdita, secondo i ritmi del Cantico dei cantici.
Nell’itinerario vocazionale c’è un primo “si lo voglio” che è il riconoscimento della propria identità, come dire: questo è ciò che cercavo, che desideravo; questa è la mia passione. Ma c’è un altro “si lo voglio” che appartiene alla pienezza e nasce da un amore senza riserve: il consegnare se stessi nella libertà e nell’amore, ovvero, la capacità di “rischiare” tutto per amore; l’audacia di chi dona in perdita.
La pienezza dell’ordo virginum si gioca sulla continuità – discontinuità del matrimonio e si fonda nel mistero pasquale. La  Chiesa, nuova Eva, sospira  a Cristo: “Mi baci con i baci della tua bocca” (Ct1,2). L’amata desidera gustare le delizie dell’amore di Dio (cfr. Sal34,9) sgorgate dal mistero pasquale. Solo nel bacio la sposa conosce lo sposo, nel quale trova la vita eterna; solo nello Spirito Santo, bacio reciproco del Padre e del Figlio si inserisce l’identità della consacrata. Noi siamo in questo bacio che si consuma nel talamo che è l’Eucaristia. Allora il “sì lo voglio” non è una questione privata tra la consacrata e Gesù, ma si inserisce sempre nel bacio della Chiesa.
La verginità si comprende alla luce della nuzialità e dell’eunuchia. L’eunuco, nell’antichità, era colui che aveva il compito di custodire il mistero più bello del re: la regina. Ma per essere eunuchi/vergini per il Regno non bisogna essere eunuchi: solo chi è pronto per sposarsi può essere eunuco/vergine per il Regno, può custodire il mistero più bello del gran Re: lo Spirito Santo, l’eros dello Spirito.
Un corpo vergine per il Regno  deve avere due caratteristiche: deve essere aperto al mondo e nello stesso tempo deve custodire. Allora la verginità è un esodo da sé, un consegnarsi, che ti spinge ad assumere il dolce peso dell’amore che va vissuto non solo nella logica del morire a se stessi ma anche come atto di liberazione, come sussurro di vita.Diventare vergine significa diventare “donna”, capace di nuzialità e di maternità. È vergine solo chi è capace di aprirsi all’estraneo più estraneo… con libertà.
La cattedra dalla quale si apprende il mistero della verginità è la quotidianità, è l’esperienza umana quale luogo teologico per eccellenza. Per saper essere vergine bisogna comprendere l’essere sposa e l’essere madre… libere. È necessario essere liberi da per essere liberi per.
La libertà che Dio chiede a chi vuole vivere la nuzialità in pienezza la troviamo nell’espressione: «i due lasceranno padre e madre e si uniranno». La prima libertà è lasciare padre e madre. Libertà da significa:
a) aver avuto un rapporto pieno con la propria madre e con il proprio padre, ovvero vivere fino in fondo la dimensione filiale;
b) il rapporto con la madre dà alla vergine un’accettazione incondizionata, un senso sereno, pieno della propria femminilità: senza arroganza e senza paura, per poter dire “nel corpo” la bellezza dell’essere donna. Una vergine deve avere un corpo da sposa per essere dentro e oltre la sposa.
c) Il rapporto con il padre deve comunicare la fiducia nel domani: sei bella in ciò che diventerai.
Per raggiungere la pienezza della libertà “da” è necessario rivedere costantemente qual è stato il rapporto con i propri genitori, analizzare gesti e fatti, evidenziare le lacune per recuperarli.
Si può lasciare solo ciò che si ha avuto.
Cosa significa essere madri lo apprendiamo dall’esperienza del parto.
Il parto è un luogo in cui si apprende che:
1.
è necessario aprirsi per dare la vita;
2.
si riceve la vita nel momento in cui si rischia la morte.
3.
La maternità ti dà la capacità di affrontare il dolore senza chiudersi.
Il parto produce nella donna una fortezza maggiore, una capacità più grande di affrontare la vita. L’insegnamento sulla maternità è dentro la maternità e oltre. Diventare madri nella verginità significa affrontare la vita con il coraggio di essere madre. La sposa condivide; la madre si prende cura. Allora il “sì, lo voglio” iniziale deve raggiungere la pienezza in un “sì, lo voglio” come sposa, condividendo la mia vita; come madre: a) nel dare la vita, b) nel dare la parola, cioè la possibilità di avere un pensiero diverso dal mio.
 
Molto bello è stato inoltre il momento di adorazione svoltosi nella Chiesa madre di Aci Sant’Antonio. Presieduto dal vescovo di Acireale Mons. Pio Vigo, animato dalla pastorale giovanile della diocesi e con la testimonianza di Evelina….. che al termine della preghiera ha iniziato a regalare palloncini dalle forme più svariate e a grande richiesta da parte di giovani e giovanissimi. Significativo, infine, l’incontro con due suore convertitesi dall’induismo, gioiose e forti nella fede, entusiaste nel proclamare il messaggio cristiano.
Il “Si, lo voglio” riecheggia nei nostri cuori e si espande nel lieto incontro di nuovi volti in una reciproca lode per le meraviglie del Signore!