Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni 2012



Per ispirazione di Papa Paolo VI nel 1964 prende avvio la Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni che si celebra la IV Domenica di Pasqua: “Domenica del Buon Pastore” . Papa Benedetto XVI, inviando il 18 ottobre il messaggio: "Le vocazioni dono della Carità di Dio"prende lo spunto dal Salmo 8 per orientarci a considerare la persona come "frutto di un atto d'amore di Dio" e, citando la risposta di S. Agostino, mostra la bellezza della vocazione in cui è Dio a compiere "il primo passo". Lo slogan scelto dal Centro Nazionale Vocazioni  della CEI è "Rispodere all'Amore  ... si può" propone a vivere responsabilmente, nella fedeltà e in modo creativo la vocazione ricevuta. 

In Italia la Giornata si celebra  quest'anno a Catania, in cattedrale sabato 28 aprile con una veglia e domenica 29 aprile con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo di Catania Mons. S. Gristina  insieme agli altri vescovi e ai giovani della Sicilia. 

2 commenti:

Ordo Virginum Sicilia ha detto...

#1 15 Maggio 2011 - 23:50

Caro Sergio, penso che la meditazione di Evelina possa essere una buona risposta .... attenzione ai mercenari! Sai bene che i cristiani di qualsiasi confessione credono alla risurrezione ... se qualcuno poi propina dei sincretismi beh, a te la scelta! Ma se una "Madre " consiglia il figlio non è certo per danneggiarlo. Sempre a te la scelta. Certo, avere il dono della fede è grazia di Dio, chiedilo insistentemente, Dio non rifiuta a chi bussa alla sua porta. Abbi questa serena certezza. Capisco per linee generali a cosa ti riferisci sebbene chi le propugna sia un "medico" ma ricordati dell'episodio dell'emorrroissa che aveva speso molti soldi ma senza alcun risultato positivo ...anzi peggio di prima. Mi piacerebbe capire come mai ti sei ritrovato in questa situazione. Se vuoi scrivici cliccando Contattami, il tuo messaggio resterà riservato. Un caro saluto e a presto. Daniela

Ordo Virginum Sicilia ha detto...

#2 16 Maggio 2011 - 21:12

Dr. Valerio Lo Vecchio Psicologo presso Centro di Ascolto Caritas S. OlivaV. M C/so Calatafimi 763 Pa tel. 091422704 cell.3403542355

Rispondo in riferimento alla domanda posta da Sergio

Sul piano teorico, l’affermazione secondo cui l’ipnosi consentirebbe a una persona di recuperare ricordi che parevano perduti sembra plausibile. Ma gli sperimenti di laboratorio hanno dato costantemente risultati negativi. (Kihlstrom, 1985; Wagstaff, 1984).
Da altri esperimenti emerge che i soggetti sotto ipnosi sono più ricettivi alle informazioni ingannevoli eventualmente presenti nelle domande poste dallo sperimentatore.(Sheehan et al., 1991; Zelig e Beidelman, 1981).
Molti dipartimenti di polizia si servono delle tecniche ipnotiche per raccogliere le deposizioni di testimoni oculari, nella convinzione che lo stato ipnotico possa indurli a ricordare più particolari.
Per verificare questa possibilità è stato condotto un esperimento sul campo che ha coinvolto il Dipartimento di Polizia di Los Angeles e i testimoni oculari di crimini effettivamente commessi (Sloane, 1981). Metà dei testimoni fu interrogata con l’impiego di varie tecniche ipnotiche da specialisti appartenenti alla polizia, l’altra metà fu interrogata in stato di coscienza non alterato; le testimonianze rese da entrambi i gruppi furono poi raffrontati con i rilievi oggettivi emersi dalle successive indagini della polizia.
I risultati dimostrano che l’ipnosi non aveva prodotto alcun effetto né sulla quantità né sulla precisione delle informazioni che i testimoni erano riusciti a ricordare.
In campo clinico un paziente sotto ipnosi a cui viene chiesto di manifestare un'altra personalità, vissuta in epoche precedenti può, inconsciamente, alla richiesta del clinico produrne una, accettando al contempo l’idea che quella personalità sia sempre stata presente e in quel momento esca allo scoperto per la prima volta.

Ormai sono numerose le prove sperimentali accumulate, indicanti la non veridicità della narrazione sulla pseudo vita precedente.

Questo perché il metodo dell'ipnosi regressiva, così definita, secondo la scienza ufficiale, produce falsi ricordi, questo perché l’inconscio non fa nessuna distinzione tra immaginazione e realtà.

La scienza accademica, giustamente, ritiene di non poter integrare in essa, l’ipnosi regressiva, perché senza un fondamento scientifico.


Psicologo Dott. Valerio Lo Vecchio
Ordine Nazionale degli Psicologi
numero di iscrizione 5175 / sez. A

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