Incontro Nazionale Ordo Virginum - Bergamo 27 - 29 Agosto 2011

Articolo scritto mercoledì, 12 ottobre 2011

da Silvia Melillo
IN OGNI COSA RENDETE GRAZIE (1Ts 5,18)
L’ Ordo virginum custode di speranza

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          Nella bellissima e suggestiva cornice della città di Bergamo e nel significativo sito del seminario diocesano, intitolato a papa Giovanni XXIII, si è svolto, dal 27 al 30 agosto 2011, il nostro annuale convegno.
          L’accoglienza, riservataci dai pastori e dalle consacrate delle diocesi di Bergamo e Como, preparata con il gruppo del Collegamento, ci ha subito ripagate della fatica del viaggio (per noi del sud, ben otto ore!) e inserite nel cuore della Chiesa lombarda, invitandoci a “camminare” al suo ritmo (le scale del lungo corridoio del seminario ci hanno preparato anche fisicamente al percorso tutto in salita!)
           Nel salutarci all’arrivo, il sabato sera, S.E. Mons. Diego Coletti, vescovo di Como, ha presentato il tema del convegno, evidenziando che la gratitudine “non è una dimensione secondaria o facoltativa della vita cristiana, ma è qualcosa che rivela il fondamento dell’esperienza del Vangelo” e che “la misura alla quale siamo chiamati è la misura della santità, non della mediocrità” . “La santità, ha aggiunto, interpella su una bella esperienza di fraternità e condivisione”. augurandoci  di sperimentare, vivere e ricostruire nei giorni del convegno. proprio questa esperienza! 
          Abbiamo iniziato, così, il cammino, coscienti di essere sì custodi di una grande speranza, ma anche di avere un “tesoro in vasi di creta” (cfr. 2. Cor. 4,7). In serata, a “scaldare i muscoli” per la prima tappa del percorso ha provveduto la presentazione dell’Ordo virginum delle diocesi lombarde. Domenica 28, poi, a catturare la nostra attenzione e riflessione (una platea di ben 230 partecipanti al convegno) è stato il “fare memoria”,  il “ricordare per riconoscere”.
Mons. Antonio Donghi, docente di Liturgia e di Teologia sacramentaria, originario di Bergamo, nonché profondo conoscitore della realtà dell’Ordo virginum in Italia, ci ha letteralmente incantato con la sua relazione dal titolo: “Fate questo in memoria di me”- Ordo virginum: Preghiera eucaristica e sacerdozio comune”. La bellezza che dovremmo riuscire a cogliere nella nostra vita di consacrati, ha detto, è che nell’Eucaristia c’è il significato di tutta la nostra esistenza.(…) Ogni esperienza liturgica è essenzialmente dialogica. Da una parte contempliamo il darsi dell’amore gratuito di Dio (….), dall’altra il consegnarsi riconoscente della creatura sotto l’azione dello Spirito Santo al Padre attraverso la viva e vivificante imitazione del Cristo. Da una parte la condiscendenza della gratuità divina e dall’altra l’esercizio della gratitudine”. Esercizio che, nel sacerdozio comune e secondo la nostra vocazione, si concretizza in un clima orante, in una dedizione al quotidiano in cui si elabora l’esperienza sacramentale di Cristo, nell’amore al feriale pur nella sua monotonia ripetitiva, nel vivere in abituale condizione di conversione e nell’accogliere la propria povertà.
         Rendendo grazie dei doni ricevuti (ovvero “cantando e camminando”), abbiamo continuato il percorso con una tavola rotonda dal titolo: La nostra storia come memoriale: l’Ordo virginum di tre Diocesi si racconta. Nel fare quest’esperienza ci siamo proposte la rilettura della nostra storia personale per poi metterla a confronto con le storie delle consacrate delle tre diocesi invitate: Brindisi, Milano e Nuoro.
          La visione delle presentazioni multimediali preparate dalle prime due e il raccontarsi delle sorelle della diocesi di Nuoro ci hanno aiutato a percepire i differenti e unici  volti dell’Ordo che si intrecciano in un’unica trama, tessuta insieme all’ordito dallo Sposo, diventando “tessuto” comune per il bene della Chiesa.
Questa familiare esperienza ci ha donato la possibilità concreta di custodirci, nel rispetto delle diversità, rendendo grazie per tutto ciò che ci è stato trasmesso dalla storia di questi anni. 
          La  giornata di Lunedì 29 è stata dedicata alla riflessione sul mistero dell’Eucarestia che si fa vita per noi. Caterina Ostinelli, biblista, dell’Ordo virginum di Como, attraverso la lettura dell'icona biblica di Gv 13, ci ha aiutato a fare memoria, secondo il testamento “diaconale” di Gesù, del fatto che la vergine consacrata trova nell’Eucaristia la misura della sua consacrazione sponsale.
Nell’eucaristia celebrata con la Chiesa-sposa (di cui il velo che abbiamo ricevuto in dono il giorno della nostra consacrazione, insieme all’anello e alla liturgia delle ore, è segno) noi viviamo l’incontro sponsale con Cristo che genera continuamente la nostra storia d’amore.
Le giornate intense di lavoro, scambi e riflessioni, sono state arricchite Domenica: da una cena con menù tipico bergamasco (carinissimo il dono del “dado liturgico” trovato come segnaposto) e serata di festa animata dal gruppo musicale I Carisma

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e il  lunedì sera nella  visita del Duomo, la chiesa di Santa Maria Maggiore e la Cappella Colleoni con una guida d’eccezione, il parroco del posto, che ci ha sapientemente illustrato l’iconografia di Sant’Alessandro e raccontato brevi episodi della vita di papa Giovanni XXIII di cui il Duomo custodisce eccezionali reliquie!.
Ed ora che il convegno è finito? Photobucket
Continuo a vivere nella quotidianità, con maggiore consapevolezza, in atteggiamento eucaristico, di ringraziamento al Signore, che è  all’inizio delle nostre opere.
 In spririto di fiducia e di attesa perché, so, che Lui è al compimento del mio agire.
Questo concede una libertà diversa e maggiore fecondità al mio impegno: sono certa, infatti, che ciò che so iniziare sarà fatto maturare in tutta la sua pienezza dal Signore.

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