L'unità d'Italia e la riforma costituzionale

Articolo scritto giovedì, 10 marzo 2011

 Il disegno di legge costituzionale sulla riforma del sistema giudiziario approvata oggi dal Consiglio dei Ministri trova il duro giudizio del presidente dell’Associazione nazionale magistrati di Palermo Nino Di Matteo: « …. questa riforma costituisce un grave pericolo per la tutela dei diritti dei più deboli. L’affievolimento del principio di obbligatorietà dell’azione penale spalanca le porte a una giustizia che persegue solo quel tipo di reati e quella tipologia di delinquenti che il potere politico di turno riterrà di dovere punire. Mi chiedo se assieme al rapinatore e al delinquente di strada verrà consentito di indagare e processare i politici e gli amministratori che con le tangenti si arricchiscono alle spalle dei cittadini onesti. La separazione delle carriere mira ad attrarre inevitabilmente il pubblico ministero nell’orbita dell’esecutivo. La prospettiva di un ampliamento smisurato delle ipotesi di responsabilità civile mira a trasformare ogni magistrato in un timoroso funzionario propenso, anche per sfuggire alle sanzioni disciplinari, a non disturbare il potere. Tanti magistrati sono stati uccisi proprio perché credevano in quei principi costituzionali di indipendenza della magistratura e di eguaglianza dei cittadini davanti alla legge»

Il disegno di legge discusso al Parlamento sarà approvato?

Tale “disegno” modifica diversi commi della Costituzione italiana ..... 

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