Natura della consacrazione verginale

Articolo scritto sabato, 22 maggio 2010
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5. Natura della consacrazione verginale

  
L’Ordo Virginum è una forma di vita consacrata; nel Codice di Diritto Canonico è inserita col can. 604 nella parte III “Gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica” (Liber II: “De Populo Dei”): “A queste diverse forme di vita consacrata si aggiunge l’ordine delle vergini le quali, emettendo il santo proposito di seguire Cristo più da vicino, dal Vescovo diocesano sono consacrate a Dio secondo il rito liturgico approvato e, unite in mistiche nozze a Cristo Figlio di Dio, si dedicano al servizio della Chiesa”.

Il termine “Ordine delle vergini” non sta ad indicare un nuovo ordine religioso o istituto secolare. Piuttosto è da intendersi nel senso che aveva già nella Chiesa primitiva: è quella categoria di donne, che senza vivere un comune servizio, si sono votate interamente a Dio nella verginità e sono state consacrate dal vescovo secondo il rito della Consacrazione delle vergini.

Possiamo definire il rito della Consacrazione delle vergini come quell’azione liturgica con cui la Chiesa celebra la decisione di una donna di donare a Cristo Sposo la propria verginità e, invocando su di lei il dono dello Spirito, la dedica per sempre al servizio cultuale del Signore e a una diaconia di amore in favore della comunità ecclesiale.

L’emissione del santo proposito di seguire Cristo è un vincolo sacro che pone l’accento sul gesto ecclesiale del vescovo il quale verifica ed accoglie questo impegno e su di esso invoca e fa scendere lo Spirito Santo. Il Santo proposito comporta l’obbligo del nubilato e della castità perfetta, quindi la consacrazione ha tutto il contenuto del voto pubblico perpetuo di castità; tuttavia non è possibile seguire da vicino Cristo casto, senza seguirlo anche sulla via dell’umiltà e della piena adesione alla volontà del Padre.

La consacrazione si delinea come:
·        risposta ad una chiamata di Dio Padre “sorgente purissima da cui scaturisce il dono della integrità verginale”, il quale per mezzo di Cristo chiama la vergine “per un disegno d’amore […] per unirle più intimamente a sé e metterle al servizio della Chiesa e dell’umanità” (RCV 29 –Omelia).
·        È una nuova unzione: lo Spirito Santo, che per mezzo del Battesimo, l’ha costituita “tempio dell’Altissimo” ora la consacra “con una nuova unzione e, a nuovo titolo, la dedica alla santità del Padre” (RCV 29 – Omelia). La consacrazione delle vergini è un sacramentale cioè, mediante la preghiera della Chiesa, prepara a ricevere la grazia e dispone a cooperare con essa. Con l’invocazione dello Spirito Santo, la vergine è ricolmata di tutte le virtù, grazie e carismi che necessitano al suo stato: “Concedi, o Padre, per il dono del tuo Spirito, che siano prudenti nella modestia, sagge nella bontà, austere nella dolcezza, caste nella libertà. Ferventi nella carità, nulla antepongano al tuo amore; vivano con lode senza ambire la lode. […]” (RCV 38 –  Dalla preghiera di consacrazione).
·        È consacrazione “sponsale”: lo Spirito Santo invocato nell’epìclesi della preghiera consacratoria, la eleva alla “dignità di sposa di Cristo” e con  la consegna dell’anello, “simbolo delle mistiche nozze con Cristo”, la unisce  a Lui con vincolo indissolubile. (RCV 38, 39,47).
·        È segno dell’amore della Chiesa verso Cristo: con la sua consacrazione la vergine diventa a pieno titolo personae Ecclesiae, cioè attualizza la sponsalità della Chiesa e realizza in sé la dedizione e l’amore della Chiesa nei riguardi di Cristo.
·        È segno escatologico: il Padre la rende capace di anticipare l’esperienza del regno celeste “dove non si prenderà né moglie né marito”, condizione finale, dove tutti sono come angeli di Dio (Mt. 22,23-33). Divenendo profezia - annuncio di una condizione di vita futura portata a scuotere l’indifferenza e l’incredulità di molti che tendono al possesso delle cose terrene.
·        È un atto pubblico della Chiesa: perché celebrato nella chiesa cattedrale o parrocchiale dal vescovo ordinario del luogo.
·       È individuale: non scaturisce, ne è vissuta all’interno di una famiglia religiosa o secolare. Entra nello stato di vita consacrata in qualità di persona singola, non si realizza in forma privatistica, né alla maniera di un volontariato, bensì, in modo stabile, in sintonia con la Chiesa locale.
·        Non è in vista di una qualche missione specifica, ma è il dono stesso della verginità che attraverso la consacrazione assume il valore di un ministero al servizio del popolo di Dio. Il primo servizio che è chiamata a rendere alla Chiesa è il suo “essere” segno del mistero della Chiesa vergine e sposa di Cristo.

  
Per approfondimenti:
Ruaro P., (a cura di) L'Ordine delle vergini. I documenti, i riti, le norme, i principi spirituali e pastorali, Ed. Gribaudi. Torino 1990
Tosetti G., Vergini consacrate nel mondo, EDB, Bologna 1990
Houcarde J., Una vocazione femminile ritrovata. L'Ordine delle Vergini Consacrate, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2000

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