"Pensiamo a quel ritratto di Gesù raffigurato nel Duomo di Monreale ... ciascuno di noi è come una tessera di questo grande mosaico. Quindi tutti quanti dobbiamo capire qual è il nostro posto e aiutare gli altri a capire qual è il proprio, perché si formi l'unico volto del Cristo." Beato Giuseppe Puglisi - Palermo 15/09/1937 - 15/09/1993 Primo martire di mafia

Meditazioni festive - “ma perché tutte a me?”

25 DICEMBRE
NATALE DEL SIGNORE

Vangelo  Lc 2,1-14
Dal vangelo secondo Luca
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. 
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. 
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». 
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».


Già tutta quella strada era pesante per chi stava bene, figuriamoci per una donna al 9° mese di gravidanza!
Partorire lontani dalle comodità della propria casa non era per nulla piacevole, figuriamoci quando non solo non si era a casa, ma nemmeno in albergo si trovava un posto  e si doveva cercare una soluzione di ripiego e cioè una mangiatoia!
Eppure ciò che può sembrare un castigo, una cattiveria da parte di Dio, ciò che ci fa dire “ma perché tutte a me?” poi alla fine può rivelarsi la soluzione più giusta!
Perché solo da una mangiatoia, nella zona in cui pernottavano i pastori era possibile vedere così bene il cielo, la gloria del Signore e la moltitudine dell’esercito celeste e poter ascoltare l’annuncio di Gioia e di Pace!
Perché è quando le difficoltà si fanno più grandi che impariamo a trovare il modo per risolverle e impariamo a scoprire che in fondo ci sono state utili! Ma solo se teniamo gli occhi e il cuore rivolti verso il Cielo!
Buon Natale di gioia!

Evelissima

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