Le Sante, vergini consacrate, del mese di Gennaio

10 Gennaio sec. III Sante Tecla e Giustina di Lentini 
11 Gennaio sec. II (?) Santa Liberata
23 Gennaio sec. III Santa Messalina da Foligno
30 Gennaio sec. III Santa Martina



S. Liberata 11 Gennaio sec II (?)

S. Liberata
 Comune di Corleone (PA)


Da non confondere con le sorelle   Liberata (patrona di Cerreto Guidi) e Faustina di Como vissute nel sec. VI  vergini consacrate da Agrippino e che poi adottarono la regola di S. Benedetto.

S. Liberata nacquea probabilmente in Francia
nella regione del Lot. Sconosciuta è la sua data di nascita e del suo martirio. Era figlia di Lucio Catelio Severo console romano della Galizia nominato nel 122 governatore del nord-est della penisola Iberica.
Avvenne che la madre Calsia, mentre il marito era assente, partorì nove gemelle. Nel vedere un parto così numeroso, ebbe l’insano pensiero di farle annegare nel mare, pertanto dette l’incarico alla levatrice, ma questa, in quanto cristiana, non obbedì, anzi le battezzò con i nomi di Ginevra, Vittoria, Eufemia, Germana, Marina, Marciana, Basilissa, Quiteria e Liberata, affidandole, per l’educazione, ad una santa donna di nome Sila.
Le nove gemelle morirono martiri durante la persecuzione dell'imperatore Adriano.
Nel 1564 il vescovo di Tuy, Giovanni Sanmillàn, ne diffuse il culto e nel 1688 il vescovo  Ildefonso Galaz Torrero ne ordinava la celebrazione.
Sebbene un’antica iconografia raffigura Liberata crocifissa,  probabilmente fu martirizzata con un colpo di spada che le recise la testa o pugnalata. Il suo corpo fu sepolto nei pressi di una località oggi chiamata Sainte-Livrade-sur-Lot. Nel sec. XII le sue reliquie furono traslate a Siguenza (Spagna), per rifondare la diocesi che era stata appena riconquistata ai musulmani. Lì il suo corpo si trova ancora oggi, conservato nella cattedrale. Santa Liberata oggi è venerata in molte località della Francia, della Spagna, dell'Italia e dell'America Latina. Le è attribuito il dono di allontanare i pensieri tristi e di liberare da ogni infermità o afflizione; la tradizione cattolica la considera portatrice di pace e di serenità. Il suo emblema è il giglio. La festa liturgica ricorre l'11 gennaio o il 20 luglio. In Italia esiste un santuario a lei dedicato sulla sommità del Monte Tirone a S. Stefano di Rogliano (CS), la tradizione popolare racconta che una reliquia della Santa (osso del braccio sinistro). sia stata ritrovata su questo monte. A motivo di ciò venne edificata una cappella di campagna. Successivamente, nel 1904, fu costruito l’attuale Santuario che festeggia la memoria la 3ª Domenica di Settembre.

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