"Pensiamo a quel ritratto di Gesù raffigurato nel Duomo di Monreale ... ciascuno di noi è come una tessera di questo grande mosaico. Quindi tutti quanti dobbiamo capire qual è il nostro posto e aiutare gli altri a capire qual è il proprio, perché si formi l'unico volto del Cristo." Beato Giuseppe Puglisi - Palermo 15/09/1937 - 15/09/1993 Primo martire di mafia

Meditazioni festive - il coraggio di annunziarti al mondo intero

29 GIUGNO
SANTI  PIETRO E PAOLO, APOSTOLI

Vangelo   Mt 16, 13-19

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». 
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
 

Pietro, Paolo, due grandi! Due uomini! Due peccatori!
Si peccatori, come tutti gli uomini, eppure li consideriamo grandi, importanti, beati! Ma “non è la carne né il sangue” che li rendono tali, è il Padre che si rivela!
E allora perché non si rivela a tutti in uguale maniera? Perché le chiavi del Regno vengono consegnate solo a Pietro?
O forse si rivela anche a noi e siamo noi che non lo ascoltiamo? O siamo noi che non ci fidiamo e lo annunziamo come ha fatto Pietro? O siamo noi che non siamo abbastanza disponibili ad annunziarlo fino ai confini della terra come ha fatto Paolo? O forse siamo troppo attenti a quello che “la gente dice di Lui” tanto da aver paura di essere giudicati, presi per pazzi, esclusi?
Donaci, o Signore, l’umiltà di riconoscerci peccatori e nonostante ciò donaci la forza per non scoraggiarci davanti alla nostra umanità e il coraggio di annunziarti al mondo intero!

Evelissima

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