In Afganistan

Articolo scritto martedì, 12 ottobre 2010



Gianmarco Manca, Marco Pedone, Sebastiano Ville, Francesco Vannozzi, sono morti nel corso di un'imboscata avvenuta il 9 Ottobre 2010 intorno alle 09.45 (07.45 in Italia) contro un'autocolonna di una sessantina mezzi militari italiani che si stava recando nella valle del Gullistan, nella provincia di Farah, per trasportare il materiale necessario per la costruzione di una base avanzata.
 “La tragica scomparsa di quattro giovani militari italiani mentre compivano con dedizione e professionalità il loro quotidiano lavoro a servizio della pace in Afghanistan suscita profondo dolore e ci invita alla preghiera. Mentre partecipiamo alla sofferenza dei familiari e al lutto del nostro Paese invochiamo da Dio il dono della riconciliazione e della concordia per tutti i popoli della terra” (Comunicato della CEI )
Mercoledì alle 16,00 Mons. Salvatore Pappalardo, arcivescovo di Siracusa, celebrerà  a Francofonte le esequie del  primo caporalmaggiore Sebastiano Ville, del 7° reggimento alpini della brigata Julia. Nato a Lentini il 17 settembre 1983, da sette anni si preparava al servizio permanente effettivo. “Una vita fatta di sacrifici” - ricorda la famiglia. Appresa la notizia, parenti, amici e conoscenti si sono radunati davanti all’abitazione dei genitori, in contrada Sant’Antonio poco distante da Francofonte. In piazza Garibaldi sarà allestita la camera ardente.
2.142 sono i soldati stranieri uccisi in Afghanistan e, tra questi, 34 sono italiani. Dal 2004, l’Italia partecipa alla missione guidata dalla Nato per ripristinare l’ordine e il diritto tra i popoli. 3.400 sono i soldati italiani che  operano nella parte occidentale del paese.

Manteniamoli costantemente nelle nostre preghiere insieme ai loro congiunti, abbiano nel loro cuore la certezza che la Beata Vergine Maria li sostiene in questi momenti di dura prova. Preghiamo anche per chi promuove la cultura dell'odio e della guerra perchè si converta e sappia vivere nel rispetto dei valori umani. Preghiamo per i popoli solcati costantemete dalle ingiustizie sociali, perchè abbiamo forza e coraggio per edificare la Città di Dio tra gli uomini.
Per le migliaia di donne, uomini e bambini che perdono tragicamente la vita in queste assurde circostanze.
Un caloroso grazie per chi parte e per chi li aspetta col desiderio di lasciare il mondo un po' meglio di come si è trovato.

2 commenti:

Ordo Virginum Sicilia ha detto...

#1 12 Ottobre 2010 - 01:50

Se pensiero cristiano ha da essere, per noi cristiani le centinaia di migliaia di morti afghani (e di vedove, orfani, profughi, mutilati, eccetera eccetera), non contano certamente di meno dei nostri 34 ragazzi, ai quali hanno raccontato la favola che essi siano andati laggiù "per ripristinare l'ordine e il diritto tra i popoli (?!) ".

Riconciliazie e concordia . . . e ciascuno a casa sua !.
ciao, by Leon.

Ordo Virginum Sicilia ha detto...

#2 12 Ottobre 2010 - 20:45

Il mondo intero è casa nostra e tutti i morti son carne nostra. Se poi pensi che sia una favola quella raccontata ai militari che partono, beh credo che dovresti rispettare chi si offre di garantire la stabilità anche nel nostro paese e pregare di più perchè in tutti i popoli regni la pace di Cristo. Grazie.

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