Incontro regionale a Mazara

Articolo scritto martedì, 27 ottobre 2009

Incontro regionale Mazara 17-18 Ottobre 2009

Carissimi, abbiamo il desiderio di condividere con voi ciò che abbiamo vissuto all’incontro regionale svoltosi a Mazara del Vallo il 17-18 ottobre 2009.
Rivederci, dopo diversi mesi ci ha orientate ad una rinnovata e reciproca accoglienza. Le amiche che son venute per la prima volta, hanno constatato in modo sensibile la varietà di atteggiamenti, stili, spiritualità ed attività professionali e/o pastorali (anche se la parte preponderante delle consacrate lavora o lavorava nell’ambito della pubblica istruzione …. Chissà perché?). non è mancato il naso rosso da clown di Evelina, il metro da sarta di Paola: pronta a prendere le misure per la veste liturgica di Pinella, i salti danzanti di quest’ultima, la contemplazione estatica di Anna Maria, le “chiacchiere” di Daniela, la potenza della Parola proclamata da Piera, ….ecc. Non eravamo tutte: una sessantina circa  in Sicilia tra consacrate ed interessate, ma ci sentivamo in profonda comunione con chi per vari motivi non era riuscita a venire.
Eravamo alloggiate presso il Seminario di Mazara, una struttura del ‘700 con una cappella riccamente decorata di stucchi e un refettorio in cui ci perdevamo se non fosse stato che a pranzo erano presenti anche i seminaristi dell’arcidiocesi di Palermo e il Serra Club.
Bene! A parte il piccolo inconveniente durante l’adorazione presso l’oratorio adiacente, in cui una di noi ha subito il furto della borsa (felicemente ritrovata senza i soldi, ovviamente!), possiamo gioiosamente affermare che l’incontro è stato davvero “gustoso” … in tutti i sensi.
La relazione di Don Gianluca Romano, vicario per la vita consacrata nella diocesi di Mazara: La laicità della Chiesa/vergine è iniziata con un primo approccio biblico-patristico,  che ha fornito provocazioni e tracciato linee pragmatiche per una seria attualizzazione della laicità della vergine consacrata.
Significativi alcuni passaggi come spunti di riflessione:

►laicità significa portare l’amore che vuole riedificare l’uomo;.
►laicità è relazione gratuita perché esperta della relazione gratuita con Dio. […] Non tende a possedere ma sta a debita distanza nel pieno rispetto dell’intimità altrui;.
►laicità è ascesi, cioè superamento. Non repressione o negazione, ma integrazione dei propri bisogni, giusto equilibrio.
 Interessante l’appello alla costante vigilanza, in vista della coerenza all’Evangelo. Senza un costante autocontrollo dei piccoli obiettivi di ogni giorno, diceva Don Gianluca, rischiamo di perdere la fedeltà ai grandi obiettivi. Cioè,  le spinte del mondo nella quotidianità (anche solo il ritmo della vita, la necessità di far fronte ai tanti impegni, alle domande, alle pressioni) rischiano sempre di avere un buon gioco sulle nostre fragilità. La vocazione battesimale, il no al peccato e al principe del mondo, richiede di essere ogni giorno rinnovata nel saper leggere sapientemente da che parte stiamo nelle concrete situazioni della vita di ogni giorno.

I “pilastri” fondamentali:
• lasciare che la Parola ci raggiunga;
• la “stabilità” cioè quella fermezza vocazionale che ci rende capaci di saper cogliere, vivere e attraversare le crisi;
• coerenza interna ed esterna ai principi del Vangelo;
• cultura dell’ospitalità essa fa parte della “stabilitas”[…]. Cioè abitarsi per accogliere gli altri e farli abitare dentro di noi. Quando facciamo dono della nostra solitudine a Dio e ai fratelli e sorelle la solitudine diventa ospitalità.

La celebrazione eucaristica domenicale è stata presieduta da Mons. Mogavero vescovo di Mazara. Lieto di incontrarci ha incentrato la sua omelia sulle pretese degli apostoli decisamente lontani dalla logica del Vangelo, ma Cristo Risorto ha vinto anche le nostre miserie e questa è l'anticipazione del Regno da dovere annunziare.
È certo che su queste giornate così brevi e tuttavia articolate nei contenuti bisognerebbe ritornarci a livello personale (attendendo il file della relazione di Don Gianluca) per riflettere sulla laicità della vergine consacrata e in che modo può vivere la sua specificità nel mondo.
Un sentito grazie alle consacrate di Mazara, ai sacerdoti che ci hanno trattate da “principesse” e a tutti quelli che a diverso titolo si sono adoperati nell’organizzazione di questo “dolcissimo” incontro regionale.
Abbracciati a Cristo Sposo, buon cammino a tutti voi.

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