La festa del Sacro Cuore di Gesù non è devozionalismo!



  "Il costato trafitto di Cristo è la sorgente a cui dobbiamo attingere per fare pienamente l’esperienza del suo amore". (Benedetto XVI)
La devozione al Sacro Cuore di Gesù, si diffuse nel secolo XVII ad opera di S. Giovanni Eudes (1601-1680) e di numerosi gesuiti a seguito delle rivelazioni di Margherita Maria Alacoque (1647-1690) monaca della Visitazione a Paray - le - Monial in Francia; riportiamo dagli scritti di Santa Margherita Maria la prima rivelazione (1673):
"Una volta, mentre ero davanti al Santo Sacramento con un po' di tempo a disposizione, (ché, di solito, i compiti affidatimi non me ne lasciavano molto) mi trovai tutta investita della sua divina presenza e con tanta forza da farmi dimenticare me stessa e il luogo in cui mi trovavo. Mi abbandonai al suo divino Spirito e, affidando il mio cuore alla potenza del suo amore, mi fece riposare a lungo sul suo divin petto e mi scopri le meraviglie del suo Amore e i segreti inesplicabili del suo Sacro Cuore, che mi aveva tenuti nascosti fino a quel momento, nel quale me lo apri per la prima volta. E lo fece in modo cosi reale e sensibile da non permettermi ombra di dubbio, dati gli effetti che questa grazia ha prodotto in me, anche se temo sempre di illudermi in tutto ciò che mi riguarda”.
Per scoprire il seguito delle rivelazioni clicca  Monastero della Visitazione

Il 2 gennaio 1765 la Sacra Congregazione dei Riti approvava la festa del Sacro Cuore "per il Regno di Polonia, per i cattolici dei regni della Spagna, nonché per l'arciconfraternita che a Roma porta il titolo del Santissimo Cuore".
Il 23 agosto 1856 Papa Pio IX emanò il decreto ritenendo maturi i tempi per l'estensione della festa alla Chiesa Universale.
Il 15 maggio del 1956  Papa Pio XII, in occasione dei 100 anni dell'istituzione della festa del Sacro Cuore pubblicò l'enciclica “Haurietis Aquas (Voi attingerete con gaudio le acque dalle fonti del Salvatore)”:  «... dopo aver reso all’Altissimo le dovute grazie. Noi desideriamo con questa Lettera Enciclica di esortar voi e tutti gli amatissimi figli della Chiesa ad una più attenta considerazione di quei princìpi dottrinali, contenuti nella S. Scrittura, nei Ss. Padri e nei teologi, sui quali, quasi su solidi fondamenti, poggia il culto al Cuore Sacratissimo di Gesù […] Palpitava altresì d’amore il Cuore del Salvatore, sempre in perfetta armonia con gli affetti della sua volontà umana e con il suo amore divino, quando Egli intesseva celestiali colloqui con la sua dolcissima Madre, nella casetta di Nazaret, e col suo padre putativo Giuseppe, cui obbediva prestandosi come fedele collaboratore nel faticoso mestiere del falegname Parimente palpitava d’amore il Cuore di Cristo, ancora in pieno accordo col suo duplice amore spirituale, nelle continue sue peregrinazioni apostoliche; nel compiere gli innumerevoli prodigi d’onnipotenza, con i quali o risuscitava i morti, o ridonava la salute ad ogni sorta di infermi; nel sopportare fatiche, il sudore, la fame, la sete; nelle lunghe veglie notturne trascorse in preghiera al cospetto del celeste suo Padre ….».
 Per proseguire nella lettura clicca Enciclica "Hauretis Aquas"

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