V Domenica - Tempo di Quaresima - Anno C

Articolo scritto domenica, 21 marzo 2010

V Domenica - Tempo di Quaresima - Anno C
Quel dito che scrive dentro
[TONINO LASCONI]

Gesù è buono, è misericordioso. Ma con il peccatore, non con il peccato. Qui sta la grandezza del suo perdono. Adesso la donna è “nuova” e può ricominciare un’altra vita, senza paura, senza sensi di colpa, senza il peso del suo errore…
Eccoli là gli scribi e i farisei schierati in cerchio. Duri, sicuri, inflessibili. Con le pietre in mano. Pronti a scagliarle contro la donna che ha sbagliato. Manca solo il via del Maestro.
Ma Gesù si china e si mette a scrivere con il dito per terra.
I lanciatori di pietre insistono. Allora Gesù dà il via: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. Ahi ahi ahi! Non era quello che loro aspettavano. E le pietre non partono. Però loro sono ancora tutti lì: duri, sicuri, inflessibili.
Gesù, chinatosi di nuovo, ritorna a scrivere per terra.
A questo punto gli scribi e i farisei crollano. Di colpo. E se ne vanno.

Cosa è successo dentro di loro? Cosa scriveva Gesù da provocare, negli inflessibili custodi della legge di Mosè, una resa così totale e veloce?
Quello scrivere non era certamente un semplice scarabocchiare per togliersi d’imbarazzo. Infatti, c’è intenzionalità nel gesto di Gesù: “e, chinatosi di nuovo, scriveva per terra”.  Si china per scrivere, come aveva fatto la prima volta. 

A me piace pensare quel dito come il pennarello che, scrivendo sul piano di una lavagna luminosa,  proietta la scritta ingigantita sullo schermo. Gesù, scrivendo con il dito sulla polvere, proiettava nella coscienza degli scribi e dei farisei le vigliaccherie, i cedimenti, i tradimenti, le volgarità, gli errori, i peccati nascosti accuratamente dietro al paravento del perbenismo e della preoccupazione maniacale di apparire senza peccato. Quel dito non scavava soltanto nella polvere, ma anche dentro di loro, per costringerli a ritrovare barlumi nascosti di sincerità.
Ecco perché abbandonano le pietre e se la danno a gambe, affidando la donna alla misericordia di Gesù.

Il dito di Gesù scrive anche per noi. Ogni volta che abbiamo voglia di scagliare pietre, guardiamo nello schermo della nostra coscienza le debolezze, gli errori, i peccati. E facciamo spazio alla misericordia. C’è bisogno di misericordia! Dentro di noi, attorno a noi, nella società, nel mondo. La nostra esperienza, la tivù, i giornali ce lo gridano ogni giorno. Quanta cattiveria, quanta durezza, quanta rabbia, quanto odio! Ci si scontra, ci si combatte, ci si ferisce per i motivi più futili, anche per una partita di calcio, per un cancello lasciato aperto, per un posteggio o una sigaretta negati.
Il rimedio è la misericordia. La misericordia di Dio che ci perdona sempre, anche quando abbiamo sperperato i suoi doni. Però…

Però la bellezza straordinaria di questo meraviglioso racconto viene rovinato dalle parole di Gesù che lo chiudono: “Va’ e d’ora in poi non peccare più”. Ne rovinano l’incanto. È una mazzata contro il nostro relativismo (“Peccato? Chi lo dice che ha peccato? Che male c’è? Lo fanno tutti!”) e il nostro buonismo (“Sì, ha sbagliato, ma, poverina, bisogna capirla. Vai, vai! Vai tranquilla! Non è successo niente!).
Se non si crede che c’è il bene e c’è il male, se non si sa distinguere tra “la sublimità della conoscenza di Cristo” e “la spazzatura” non c’è vera misericordia e non c’è autentico perdono che rendono nuovi e fanno germogliare vita nuova.  

Gesù è buono, è misericordioso. Ma con il peccatore, non con il peccato. Qui sta la grandezza del suo perdono. Adesso la donna è “nuova” e può ricominciare un’altra vita, senza paura, senza sensi di colpa, senza il peso del suo errore. La sua è misericordia, non sciocco buonismo, superficiale “vogliamoci bene”, irresponsabile “non è successo niente”, ma ricominciare come nuovi e impegnarsi a non peccare più.

Lasciamoci conquistare dalla misericordia di Gesù! Lasciamoci guidare dalla misericordia di Gesù! È questa che serve a noi e che serve agli altri.

PREGHIAMO
Aiutaci, Signore
Signore, aiutaci a lasciar cadere le pietre
quando siamo tentati di scagliarle
su chi ha sbagliato, su chi ci ha deluso,
su chi non la pensa o non si comporta come noi.

Signore, aiutaci a guardare dentro noi stessi
prima di giudicare e condannare gli altri.
Aiutaci a essere esigenti con noi stessi
e misericordiosi e pazienti con gli altri.

Signore,  aiutaci a distinguere il bene dal male,
la giustizia dall’ingiustizia, la falsità dalla verità.
Signore, aiutaci a rialzarci dopo ogni caduta,
e a confidare sempre nella tua misericordia.

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