Le sante, vergini consacrate, del mese di Marzo

  1 Marzo sec. II Santa Domnina di Siria

Santa Matrona di Barcellona 15 Marzo sec. ?
         Secondo un Flos Sanctorum in catalano, stampato nel 1549 con l’approvazione dell’Inquisizione, Matrona era nata a Barcellona, ma rimasta orfana, fu educata da suo zio, con cui si trasferì in Italia, raggiungendo la campagna romana.
Mentre imperversava la persecuzione si convertì al Cristianesimo frequentando alcuni cristiani che la istruirono di nascosto.
         Diventata pubblica la sua conversione, si cercò di convincerla ad abbandonare la fede, prima con blandizie e poi con minacce, ma non essendo riusciti nel tentativo, nonostante la sua giovane età, fu rinchiusa in carcere, dove sopportò coraggiosamente per 13 giorni i tormenti della flagellazione e della fame, che le procurarono la morte. I cristiani presero allora il suo corpo e lo seppellirono, chiuso in sarcofago.
         Alcuni secoli più tardi fu rinvenuto il sarcofago,  le spoglie  stavano per essere trasferite in Francia, quando la nave venne miracolosamente dirottata arrivando a Barcellona. Appresa la notizia, il vescovo si recò con grande concorso di popolo e, prese le sacre reliquie, le trasportò in città e poi in una chiesa edificata in onore della santa sul monte di Montjuich. La chiesa fu affidata prima ai Servi di Maria, poi ai Cappuccini e verso il 1618 venne completamente rifatta; in questa occasione sarebbero andati distrutti documenti e dipinti antichi riguardanti la storia della santa. Nella nuova chiesa si veneravano le reliquie di Matrona in una cassa, in cui si erano conservate anche quelle dei santi Fruttuoso, Augurio ed Eulogio di Tarragona.
         È da notare che nello stesso mese si fa memoria di altre sante omonime.
( da Biblioteca Sanctorum  pag. 103)
L’agiografia di quest’ultima mostra alcune assonanze con S. Matrona di Barcellona. Infatti: Matrona, principessa di Lusitania (regione della penisola Iberica), affetta da cronici dolori all’addome, giunta in Italia in seguito ad un sogno di ispirazione divina, compì un pellegrinaggio verso le catacombe lungo la via Aquaria alle falde del monte Tifata dove era stato sepolto il corpo di Prisco (primo vescovo di Capua), rinvenute le sue spoglie fece poi erigere una basilica in onore del santo. La basilica paleocristiana, edificata agli inizi del VI secolo ed interamente decorata con mosaici, fu completamente riedificata nel corso del XVIII secolo, fu però risparmiata una piccola cappella intitolata a Santa Matrona. In essa troviamo una ricca decorazione musiva, che ricorda per lo stile quella delle basiliche paleocristiane di Ravenna e di Roma e un altare in marmo, che un tempo doveva assolvere alla funzione di sepolcro della santa, ma di epoca molto più antica in quanto fu ricavato dal riutilizzo di una vasca, risalente all’età imperiale.

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