RU486

Articolo scritto mercoledì, 02 settembre 2009

"Da settembre, salvo sorprese, le donne che decideranno di sottoporsi ad aborto potranno  scegliere attraverso quale metodo farlo; se attraverso la via chirurgica o per mezzo dell'RU486 (.....)
        Di fatto questa pillola, a cui se ne associa un'altra, antiulcera, che provoca l'espulsione del feto-figlio, sembra contrastare nettamente con la legge 194 sull'aborto che prevede il ricovero della donna. Nel caso dell'RU486, infatti, non si sa con certezza quando si verificherà l'aborto, se in tre o più giorni. Se la donna decide di lasciare l'ospedale prima dell'aborto nessuno può obbligarla a restare. Ecco quindi aggirata la legge 194 ed ecco riportato l'aborto in una dimensione, privata, di estrema solitudine e di rischio sia fisico che psicologico. (....)
         Ma va detto anche che nel nome della terapia, l'RU 486 porta davanti agli occhi di tutti un elemento, peraltro poco o nulla rilevato, come una specie di lettera rubata, a nostro avviso terrificante: per la prima volta constatiamo la messa a punto di un farmaco il cui obiettivo non è di curare una malattia, bensì di porre fine ad una vita umana. O, meglio, sembrerebbe che la gravidanza venga annoverata, più o meno esplicitamente nel sentire comune, come una patologia, nella misura in cui una donna, non scegliendola, è costretta a subirla. L'aborto, allora, potrebbe configurarsi, secondo questa visione, come la liberazione da una malattia o, più propriamente, da un male di vivere. (....) 
          L'RU 486, mentre negli Stati Uniti e in Europa, dove è in uso, continua a far parlare di sé quasi unica mente per le potenti controindicazioni e le morti che ha provocato, in Italia è invece al centro di un dibattito scientifico e politico.
http://www.zenit.org/article-19297?l=italian

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