L’Italia è sottomessa a una dittatura?


A noi valutare la situazione. Al riguardo leggete un articolo scritto su Il Giornale a firma di Magdi Cristiano Allam di cui riporto uno stralcio: 
“i partner europei chiedono ai partiti greci di impegnarsi formalmente a rispettare le condizioni anche dopo le elezioni generali di aprile”. Si chiede cioè ai partiti che compongono la maggioranza che attualmente sostiene l’ex governatore della Banca Centrale Greca Papademos, di sottoscrivere nero su bianco che – a prescindere dal loro orientamento politico – dovranno condividere anche nella prossima legislatura la drastica manovra che contempla il taglio dei salari minimi, delle pensioni, dei posti di lavoro nel settore pubblico, delle spese della Sanità, Stato sociale e Difesa. Si stenta a credere che il commissariamento della politica da parte dei poteri finanziari si spinga al punto da vanificare di fatto il valore stesso delle elezioni che definiscono gli equilibri interni alla democrazia, imponendo anticipatamente la maggioranza che governerà il Paese e vincolando i partiti che ne faranno parte a far proprie delle decisioni che, da un lato, stabiliscono nei minimi dettagli la vita dei cittadini ridotta al limite della sopravvivenza per volontà dei banchieri e, dall’altro, annullano qualsiasi differenza o dialettica ideologica o semplicemente politica. Ed è proprio qui che si tocca con mano la realtà della nuova dittatura finanziaria."


Non che desideri essere pessimista .... ma finché il potere sarà di certe banche  non ci sarà modo di uscire da questa impasse. Dopo  il crollo finanziario degli USA si erano stabilite (senza però riuscire a legiferare) "particolari regole per i sistemi bancari" ma qualcuno, per uno sporco gioco di interessi speculativi, ha preferito eludere queste istanze. Il risultato è ben visibile: i popoli soggetti passivi in uno stato politico "burattino"! L'Italia non è esente .... purtroppo! Ma non saranno esenti tutti gli altri stati europei .... questione di tempo.
Puro realismo: chi vivrà, vedrà. Vorrei tanto che non fosse così ma la realtà è ben visibile: negare l'evidenza significa fuggire da una realtà che non passa sopra la nostra testa ma nelle nostre tasche anzi di più nell'esercizio della nostra libertà. 
Daniela

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