Le ricchezze dell'Incontro nazionale Ordo virginum 2012


Dalla sequela alla testimonianza
di Antonella Brischetto*

All'Incontro nazionale dell’Ordo Virginum, che si è svolto nella Diocesi di Mazara del Vallo, hanno aderito  circa 130 partecipanti provenienti da tutta l’Italia, Malta e Germania.
Il tema dal titolo: «Ordo Virginum annuncio di carità», è stato scelto in continuità ed a conclusione della riflessione avviata negli anni scorsi sui tria munera: in cammino con Cristo Profeta, Sacerdote e Re.
Ma cosa bisogna intendere con il titolo: Annuncio di carità?
Dalle relazioni, dai lavori di gruppo e dalle varie testimonianze è stato evidenziato come  il vero annunciatore è Dio; e che  il contenuto di questo annuncio è il Figlio Suo Gesù Cristo, Amore fatto dono. Noi abbiamo visto, toccato, accolto (cfr.1Gv1-4)  questo annuncio e coinvolti in questo esodo siamo divenuti anche noi testimoni di questo Amore,  accogliendo il dono della sequela:  «camminare dietro a Cristo significa camminare nella carità», come afferma la Veritatis Splendor  n. 19.
La Sacrosanctum Concilium n.10 definisce  la liturgia la fonte da cui promana tutto il vigore della Chiesa,   luogo dell’incontro con Dio e dell’attualizzazione del Mistero. Nella vita dell’Ordo Virginum la liturgia è lo spazio dell’incontro con la tenerezza di Dio, fonte di quella carità che le vergini esprimono nella quotidianità, trasformando l’ordinarietà della vita in tempio dove offrire se stessi in “spirito e verità” (cfr. Gv4,23), come ben definiva la dottoressa Valeria Trapani con la relazione: “Nati non dalla carne e dal sangue ma dallo Spirito”. Allora dalla liturgia apprendiamo  una conoscenza contemplativa che ci dona anche lo stile del nostro vivere: vedere, essere con Lui, in Lui, e vivere secondo Lui come suo Corpo, insieme agli altri.
Solo nel cammino di discepolato possiamo  ritrovare l’immagine e la somiglianza che da sempre l’uomo ha ricevuto: «chi segue Cristo uomo perfetto si fa anch’egli più uomo» (GS 41)
L’uomo con l’incarnazione di Cristo diventa “l’uomo del darsi nella storia”:  luogo antropologico per eccellenza per portare Dio nel mondo.
Celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Mazara
presieduta da Sua Ecc. za  S. Di Cristina
È la Pasqua del Signore che ci educa alla gratuità: l’atto d’amore ha un enorme significato in sé, ed è tanto più vero e umano, quanto più non ha altri fini, se non l’amore stesso. La dimensione regale della vergine consacrata esprime questa “inutilità dell’amore”; deve gridare,  con il Vangelo, che solo una vita persa, senza alcun guadagno, nemmeno spirituale, è davvero una vita vissuta come servizio. Il Crocifisso è pertanto la visione più terrificante della più assurda sconfitta del bene e della tragica inutilità di un’intera esistenza.
Ma solo  «lo sguardo rivolto al fianco squarciato di Cristo, di cui ci parla Giovanni (cf. Gv19,37), comprende ciò che è il punto di partenza. E partendo da lì deve ora definirsi cosa sia l’amore. A partire da questo sguardo il cristiano trova la strada del suo vivere e del suo amare» (Deus Caritas est, 12).
 La funzione regale  riveste la Chiesa e, in essa , le consacrate dell’Ordo virginum, di una grande responsabilità: operare per mettere pace e giustizia all’interno dell’umanità, modellando la propria regalità su quella di Gesù crocifisso, il Messia che «regna dal legno». 

Paolo nella seconda lettera a Timoteo  1,6-11, incoraggiando i cristiani alla fede e alla testimonianza, ci indica un itinerario efficace affinché il cristiano diventi, sull’esempio di Cristo, “uomo per gli altri”:
1)      ci esorta a ravvivare il dono di Dio (lo Spirito «di forza, di carità e di prudenza) per affrontare coraggiosamente le prove della  vita;
2)      ci insegna che si diviene annunciatore-testimone anche attraverso la sofferenza;
3)       ci invita a reinterpretare la vicenda evangelica di Cristo nella “dinamicità” della nostra chiamata alla santità.
Invero,  le vergini , mediante la consacrazione, nel gesto della prostrazione, consegnano la totalità della loro persona a Dio, realizzando  il loro sacerdozio regale, come ci ricorda un testo di Origene, il quale cita 1Pt2,9:
Danza ebraica durante la processione offertoriale
nella celebrazione eucaristica
 presieduta da Sua Ecc. za M. Pennisi
«Voi siete un popolo sacerdotale, di conseguenza voi avete accesso al santuario. Ognuno di noi ha in se stesso il suo sacrificio ed egli stesso accende il fuoco sull’altare perché sempre arda. Dunque  se rinuncio a tutto ciò che possiedo, porto la mia croce e seguo Cristo, io offro il mio olocausto sull’altare di Dio. […] Se amo i miei fratelli al punto di dare la vita per loro, se combatto fino alla morte per la giustizia o per la verità, io offro il mio sacrificio sull’altare di Dio. Se mortifico le membra da ogni concupiscenza carnale, se il mondo è crocifisso per me e io per il mondo, io offro il mio sacrificio sull’altare di Dio e divento io stesso sacerdote del mio proprio sacrificio» (Omelie sul Levitico 9,9).
E Ambrogio, a sua volta, afferma:
« Noi tutti siamo consacrati per essere sacerdozio santo in quanto offriamo noi stessi a Dio come sacrificio spirituale» (Commento a Luca 5,33).
In fretta, con Maria (cfr. Lc 1,39) ci incamminiamo sulle strade per incontrare l’uomo, testimoniando l’Amore: «allora la nostra vita diventa degna di essere vissuta. Ed è allora che la nostra vita diventa bellezza, grazia, benedizione» (Annalena Tonelli)

Foto di gruppo con Sua Em.za Card. Paolo Romeo arcivescovo di Palermo




* Antonella Brischetto è stata   consacrata da S. Ecc. Mons. Pio Vittorio Vigo il 02/05/2005, presso la cattedrale di Acireale. Conclusi gli studi di ragioneria, ha frequentato l'istituto di scienze religiose "S. Agostino" ed ha conseguito il diploma con un lavoro dal titolo: "Tra memoria e profezia: la pastorale sulle orme del Vaticano II"Lavora come operatore socio assistenziale presso una casa di riposo; è membro del Consiglio Pastorale diocesano e svolge vari servizi pastorali.


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