La festa di tutti i Santi

Beato Angelico (1400 ca.-1451), 
Il Paradiso (part. del Giudizio Universale), 
Museo di san Marco, Firenze
L’origine di questa festa risale al sec. IV. 
Ad Antiochia si celebrava nella prima domenica di Pentecoste. Nel 630 Papa Bonifacio IV fissò al 13 maggio il giorno della Dedicazione del Pantheon a Santa Maria dei martiri in cui venivano onorati i cristiani uccisi in nome della fede. In quel giorno dal lucernario della grande cupola si faceva scendere una pioggia di rose rosse.
Papa Gregorio III (731-741) il 1° novembre consacrò una cappella  nella basilica di San Pietro dedicata alle reliquie "dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo". Sotto il regno di Carlo Magno (742 – 814), la festività era diffusamente celebrata in questo giorno. Su richiesta di Papa Gregorio IV (828 - 844) il re franco Luigi il Pio nell'835 decretò la festa di precetto dato che numerosi pellegrini, dopo i lavori estivi, si recavano in pellegrinaggio nella Città dei martiri. La festa prevedeva una veglia e un'ottava nel calendario. Invece i cristiani ortodossi continuano a celebrarla la prima domenica dopo la Pentecoste e segna la chiusura del ciclo pasquale.La festa di Tutti i Santi ci introduce nella contemplazione del nostro destino personale ultimo e dell’umanità intera senza distinzioni.

 Inoltre, per fare memoria ed attualizzare nella nostra vita il desiderio di Dio che tutti gli uomini si salvino e vivano una vita santa, dal 1957 il Movimento Pro Sanctitate  propone la celebrazione della
Giornata della santificazione universale e ci  invita a riflettere sul significato della santità quale via privilegiata per riscoprire la nostra piena umanità. proponendo lungo il corso degli anni temi specifici che orientano ad un itinerario celebrativo per tutto il mese di novembre. 
Tale tematica assume un particolare significato in un tempo, come quello che viviamo, in cui la Chiesa si interroga sulla “emergenza educativa” e cioè “sul processo umano globale in cui entrano in gioco gli elementi fondamentali dell’esistenza dell’uomo e della donna: la relazionalità, il bisogno di amore, la conoscenza, con l’attitudine a capire e valutare, la libertà”.

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