Le sante, vergini consacrate, del mese di Agosto


11 Agosto 303 Santa Degna di Todi
11 Agosto sec. III Santa Filomena
11 Agosto 265 Santa Susanna
17 Agosto sec. VII Santa Patrizia di Costantinopoli co- patrona della città Napoli

27 Agosto 257 Santa Eutalia di Lentini



Santa Filomena di Roma 11 Agosto sec. III

 1. Il ritrovamento del corpo della Santa.
Il corpo di S. Filomena fu ritrovato il 25 maggio 1802 nelle Catacombe di Priscilla in Roma sulla via Salaria.Monsignor Ponzetti, custode delle sacre reliquie, presente all'apertura della tomba, testimoniò trattarsi di un corpo appartenente ad una fanciulla sui tredici o quattordici anni. All'interno della tomba fu trovato un vasetto di forma ovale contenente sangue della Santa.
Il loculo era chiuso da tre regole di terracotta, larghe ciascuna cm.50 e lunghe complessivamente m.1,74. Sulle tegole, donate al Santuario il 14-8-1827 da Papa Leone XII, è dipinta in minio una scritta:
LUMENA PAX TE CUM FI
la quale, secondo l'interpretazione di numerosi archeologi, deve essere così interpretata:
PAX TE CUM FI LUMENA
a causa dell'evidente trasposizione delle tegole. Su di esse sono dipinte in minio una magnifica palma, simbolo di vittoria e martirio, tre frecce, due ancore, un flagello, un giglio.

Questi segni, simboli del genere di martirio subito dalla Santa, concordano con la rivelazione fatta dalla Santa a suor Maria Luisa di Gesù.
2. Santa Filomena a Mugnano del Cardinale (Diocesi di Nola)
Don Francesco De Lucia, sacerdote pio e colto, nacque a Mugnano del Cardinale il 19 settembre 1772.
Nel 1805, don Francesco accompagnando a Roma nel mese di luglio il neo eletto vescovo di Potenza, Mons. Bartolomeo De Cesare, preso dal desiderio di possedere un corpo Santo, chiese ed ottenne, tramite la mediazione del De Cesare, da Mons. Ponzetti, custode delle sacre reliquie del Vaticano, il sacro corpo di Santa Filomena.
Egli, sistemato il corpo della Santa in un'urna di ebano, lo trasportò a Mugnano del Cardinale (prov di Avellino).
La sera del 10 agosto 1805, la giovane Santa, accolta trionfalmente dal popolo di Mugnano, venne collocata in una cappella laterale della Chiesa della Madonna delle Grazie, ove tuttora si trova.

La chiesa, risalente alla fine del Cinquecento posto nel piccolo centro abitato in collina (286 mt/slm), divenne Santuario di Santa Filomena e conserva i resti corporei della Santa inseriti in una statua di cartapesta. La tradizione popolare considera l"Olio di Santa Filomena come miracoloso. La pratica trae origine dal miracolo avvenuto nell"ottava della traslazione delle reliquie. Una devota di Avella bagnò il dito nell"olio della lampada dell"altare della Santa ungendo le palpebre della figlioletta cieca che immediatamente riacquistò la vista. Da quell"evento l"olio fu ritenuto un farmaco miracoloso per tutte le malattie. .
La facciata ottocentesca di stile neoclassico, ristrutturata nel 1857 per volere di Ferdinando II di Borbone, elevata su gradini e ricoperta di stucchi di colore giallo, è fiancheggiata da due torri campanarie.
L"interno è a navata unica con cappelle laterali, fra le quali si segnala per ricchezza di marmi policromi quella di Santa Filomena. Nella cappella centrale si trova l"altare tombale, dove sono conservati i tre mattoni che chiudevano il loculo della Santa nelle catacombe, sui quali si legge: Pax tecum Filumena. Il 7 novembre 1849 Pio IX venne in pellegrinaggio al Santuario per una miracolosa guarigione; Pio X elevò la Pia Arciconfraternita di Santa Filomena il 21 maggio 1912 a Pia Arciconfraternita Universale, inviò vari doni al Santuario, tra cui un anello d"oro con pietra preziosa.
Le reliquie vengono portate in processione ogni cinquanta anni. Attualmente è portata in processione (11 agosto) la statua lignea della Santa. I pellegrini possono lucrare l"indulgenza plenaria nei giorni di festività di Santa Filomena: 10 gennaio, la domenica dopo il 10 gennaio, 25 maggio, 10 agosto, 11 e 13 agosto,la seconda domenica di agosto.

La celebrazione  (dal 10 al 13 agosto) presenta alcune analogie con il pellegrinaggio al santuario della Madonna dell'Arco di Sant'Anastasia. I fedeli, riuniti in "compagnie" costituite a Mugnano, o provenienti da Altavilla Irpina o dai paesi limitrofi, vanno al santuario scalzi, vestiti di bianco con una fascia rossa in vita e a tracolla e, battendo aritmicamente i piedi, portano offerte come mazzi di Fiori, ceri e "toselli"; questi ultimi sono apparati effimeri o costruzioni simboliche di dimensioni e forme diverse, decorate con nastri, carta, conchiglie. I devoti salgono in ginocchio la scalinata di accesso al santuario, avanzando, sempre in ginocchio o carponi, fino all'altare.
3. Suor Maria Luisa di Gesù.
Suor Maria Luisa di Gesù. Al secolo Carmela Ascione, era nata a Barra il 23 febbraio 1799. Ancora giovanissima veniva chiamata a grande perfezione. All'età di 18 anni dà un definitivo addio alle attrattive del mondo, indossa l'abito delle Suore Domenicane, prende il nome di Suor Maria Luisa di Gesù. Più tardi fonda la famiglia religiosa, le Oblate dell'Addolorata e di S. Filomena.
Un giorno dopo la S. Comunione, rapita in estasi, si sente dire da Nostro Signore: "Ti ho fatto un dono col darti la spiegazione del libro dell'Apocalisse", cui in secondo momento faceva seguito la spiegazione completa di tutta la Sacra Scrittura.
Questi scritti mirabili, dove ad una semplicità e chiarezza di stile si accompagnava una profonda dottrina ascetica e teologica, furono pubblicati dai Padri Domenicani di Imola, dove era vescovo Mons. Mastai Ferretti che fu poi Papa Pio IX.
Questo Pontefice nutriva stima per Suor Maria Luisa che fin dall'inizio del suo pontificato le scrisse svariate lettere autografe, chiamandola sempre "figlia dilettissima".
La bontà della vita, le virtù, la stima che sempre godette, il concetto di santità in cui morì la Serva di Dio costituiscono un non lieve fondamento di credibilità di queste rivelazioni.
4. Il Curato dell'Ars e S. Filomena
La Signorina PaolinaJaricot di Lione, dopo il grande miracolo occorsole a Mugnano e dopo l'anno intero trascorso a Roma dopo la sua guarigione, di ritorno in Francia s'incontrò con un giovane sacerdote, parroco di una delle povere e sconosciute parrocchie di quella nazione.
Ella, anima eletta, intuì sotto quella povera veste, il grande Apostolo del secolo, per cui dandogli una piccola reliquia della Santina gli disse: "Signor Curato, abbiate fiducia in questa Santa e voi otterrete tutto quello che desiderate!"
Chi può quantificare i miracoli operati da S. Filomena in Ars e nella Francia? Solo Dio. Ad ognuno che si raccomandava alle sue preghiere il santo Curato rispondeva immancabilmente: " Rivolgetevi a S. Filomena!" che si venerava sull'altare più bello della sua chiesa. Tanta era la sua familiarità con S.Filomena che la chiamava "la sua incaricata d'affari…il suo prestanome…la sua ambasciatrice presso Dio". La Signorina Jaricot fu la fondatrice del "Rosario Vivente e della Propagazione della Fede", la progenitrice di tante opere benedette da Papa Gregorio XVI e la pia amica del Santo Curato d'Ars.
5. Brevi cenni storici sulla vita di Santa Filomena.
Le notizie della vita di Santa Filomena, prima della scoperta delle sue gloriose reliquie nelle catacombe di Priscilla a Roma, sono piuttosto scarne.
Ciò che noi sappiamo della Santa si deve alla rivelazione che ella stessa fece alla Serva di Dio suor Maria Luisa di Gesù, sua fervente devota, il 3 agosto 1833.

La Santa, parlandole mentre la pia suora stava in preghiera davanti ad una statuetta, le raccontò per filo e per segno la sua vita.
Le rivelò: "Io sono figlia di un re della Grecia; i miei genitori erano pagani e, non avendo prole, offrivano sacrifici ai falsi dei. Un medico cristiano disse loro: battezzatevi, fatevi cristiani e Iddio vi darà la prole. Accettarono la proposta, si fecero istruire, ricevettero il Santo Battesimo ed abbracciarono la religione cattolica. Un anno dopo io nacqui, e mi posero il nome di FILOMENA.

Io crescevo nella religione cristiana; a cinque anni feci la Prima Comunione, a 11 anni feci a Dio voto di verginità. Giunta all'età di tredici anni, Diocleziano intimò guerra a mio padre che, costretto a portarsi a Roma per trattare la pace ed evitare la guerra, volle condurre con se anche me e mia madre.
Arrivati a Roma trovammo Diocleziano nel Palazzo dei Bagni. Appena mi vide, preso dalla mia bellezza, promise a mio padre la pace e la sua protezione, a patto che gli concedesse dargli me in sposa.
Mio padre acconsentì e ritiratici da lui me ne passò parola; ma io risposi: "Non posso perché ho consacrato a Gesù Cristo la mia verginità."
Incessanti preghiere mi fecero mio padre e mia madre, dicendomi: "Abbi pietà di tuo padre e di tua madre e della tua patria!" Ed io risposi: " Il mio padre è Dio, la mia patria è il Cielo."
Mio padre andò da Diocleziano e gli riferì: " Filomena non vuole maritarsi". L'Imperatore mi volle alla sua presenza e vedendosi deluso nelle speranze, perché ero inflessibile a tutte le sue promesse, mi disse: "Non mi vuoi come amante, mi sperimenterai tiranno!" Turbato nel suo orgoglio di re e di uomo, ordinò che fossi rinchiusa nel carcere ed ogni 24 ore mi faceva portare pane ed acqua.
Dopo 37 giorni mi apparve la Santissima Vergine e mi disse: "Figlia mia prediletta, tu resterai ancora 40 giorni in questo carcere e poi sarai esposta a vari martiri, ma l'Arcangelo Gabriele e l'Angelo tuo custode ti assisteranno e ne uscirai vittoriosa."
Trascorsi i 40 giorni fui esposta nuda alla flagellazione, donde uscita tutta piaghe e quasi moribonda, fui gettata in carcere. Ma Iddio presto mi guarì e all'indomani mi trovarono completamente sanata.
L'Imperatore, udendo l'accaduto mi fece portare di nuovo alla sua presenza e mi rifece la proposta di sposarlo; ma sentendo rinnovarsi il rifiuto, sdegnato, ordinò che fossi condannata al martirio delle frecce. Appena legata, fui rapita in estasi e le frecce invece di ferire il mio corpo, tornarono indietro uccidendo parecchi saettatori.
Dopo questo prodigio, per ordine dell'Imperatore, fu presa un'ancora, mi fu legata al collo e fui gettata nel Tevere; ma gli Angeli spezzarono le corde dell'ancora e mi fecero passare a piedi asciutti. Il popolo vedendo quest'altro miracolo , incominciò a gridare ai carnefici: "E' libera, è libera!" Ma quelli, per paura di una rivolta popolare , mi decapitarono.
Ciò avvenne il 10 agosto , di venerdì, un'ora dopo mezzogiorno. "
Questa rivelazione a Suor Maria Luisa fu approvata dal S. ufficio il 21-12-1833.
 Dopo la pubblicazione delle "Rivelazioni" cominciò a sorgere un movimento critico nei riguardi della sua storia, con lo studio più approfondito dei reperti archeologici i quali non furono ritenuti più certi di appartenere ad una tomba di una martire mancando su di esse la scritta ‘martyr’ e assodando che le tegole erano state riutilizzate successivamente nel sec. IV e in un tempo di pace. Nell’ampolla trovata accanto non vi era sangue ma profumi tipici delle sepolture dei primi cristiani.
In definitiva i resti mortali ritrovati nel loculo nel 1802 erano di una fanciulla morta nel IV secolo sul cui sepolcro erano state utilizzate tegole con iscrizioni di un precedente sepolcro.
Venne così a cadere la certezza del martirio e la Sacra Congregazione dei Riti nella Riforma Liturgica degli anni ’60 tolse dal calendario il nome di Filomena, tenendo presente le conclusioni degli studiosi.
Restano i miracoli avvenuti, i riconoscimenti ufficiali della Chiesa dello scorso secolo, la devozione personale a s. Filomena di papi e futuri santi, il larghissimo e diffuso culto, nonostante tutto mai cessato, in particolare a Mugnano del Cardinale (Diocesi di Nola) dove arrivano di continuo pellegrinaggi da ogni parte del mondo al suo Santuario, dando vita anche a manifestazioni di folklore e intensa devozione popolare.

6. I grandi devoti di S. Filomena
Leone XII – Dichiaro S. Filomena: Grande Taumaturga del sec. XIX.
Gregorio XVI – Nominò S. Filomena "Patrona del Rosario vivente" e le concesse il Culto Universale.
Pio IX – Miracolosamente guarito dalla Santa, divenuto Papa, fece un pellegrinaggio al suo Santuario il 7 novembre 1849,
S. Pio X – Elevò la Pia Arciconfraternita di 5. Filomena il 21 maggio 1912 a Pia Arciconfraternita Universale, Amava sentir parlare di lei e inviò vari doni al suo Santuario, tra questi un magnifico anello d'oro, con una grande pietra preziosa.
La Servadi Dio Suor Maria Luisa di Gesù – Fervente devota della Santa, fondò a Napoli l'ordine religioso delle Suore dell'Addolorata e di S. Filomena.
Il Santo Curato d'Ars – Grande devoto della Santa, diffuse la sua devozione in tutta la Francia,
Paolina Jaricot – Fondatrice del "Rosario Vivente e della Propagazione della Fede", miracolata dalla stessa Santa a Mugnano, il 10 agosto 1835, la propose come ausiliatrice ai sacerdoti missionari.
Il Beato Bartolo Longo – Il Beato devoto della Santa, mise sotto il patrocinio della Santina le Opere Pompeiane.
La Servadi Dio Maria Cristina di Savoia – Insigne benefattrice del Santuario, concepì l'erede al trono di Napoli, Francesco II per l'intercessione della Santa. Per la grazia ricevuta donò al Santuario un bambino d'argento.

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