"Pensiamo a quel ritratto di Gesù raffigurato nel Duomo di Monreale ... ciascuno di noi è come una tessera di questo grande mosaico. Quindi tutti quanti dobbiamo capire qual è il nostro posto e aiutare gli altri a capire qual è il proprio, perché si formi l'unico volto del Cristo." Beato Giuseppe Puglisi - Palermo 15/09/1937 - 15/09/1993 Primo martire di mafia

Le sante, vergini consacrate, del mese di Luglio

Articolo scritto mercoledì, 14 luglio 2010


 6 Luglio sec. IV Santa Ciriaca o Domenica di Tropea 
10 Luglio sec. III Santa Anatolia Patrona di Castel di Tora, Gerano, Sant'Anatolia di Borgorose,
                                                  Telti,  Tussio,, Sant'Anatolia di Narco. 
10 Luglio 257 Sante Rufina e Seconda
20 Luglio 290 Santa Margherita o Marina Patrona di Montefiscone (VT) e Licodia Eubea (CT)


 Santa Margherita  o Marina † 20 Luglio 290
 Patrona di Montefiscone (VT) e Licodia Eubea (CT)

Raffaello (1518), S. Margherita,
Kunsthistorisches Museum  di Vienna

Margherita (Marina nella "passio" greca attribuita ad un certo Timoteo che è la fonte principale per la biografia) nacque nel 275 ad Antiochia di Pisidia, in Turchia.
Il padre era una sacerdote pagano. Portata da una nutrice, segretamente cristiana, Margherita poco dopo rimase orfana di madre e il padre decise di  affidarla alla nutrice stessa che la educò ai valori cristiani preparandola a ricevere il battesimo, ad insaputa del padre.
Ormai quindicenne, ripresa in casa dal padre, rifiutò di ricevere gli insegnamenti pagani adeguati al proprio rango sociale dichiarando la sua fede. Per tale motivo, venne cacciata di casa e ritornò dalla balia.Trascorreva il suo tempo a pascolare il gregge che le era stato affidato e alla preghiera, per la conversione del padre e per i fratelli perseguitati nella fede. Un giorno venne notata dal prefetto Olibrio, che si invaghì della sua bellezza e ordinò ai suoi soldati di informarsi sul suo conto  ma appena ebbe notizia che era cristiana cambiò colore ed ordinò che le fosse portata dinanzi e la interrogò:

«Margherita, di qual generazione se' tu nata, libera od ancilla? E chi è ‘l tuo padre?».
E  Margherita rispondendo ad alta voce: «Libera sono e cristiana, e la mia verginità ho sposata a Cristo, dolce mio Signore, e con lui sono congiunta in Cielo e lui ho amato e voglio amare con tutta la mia devozione».
«Quale Iddio adori tu?».
«Io adoro l'onnipotente Dio e ‘l suo figliolo Gesù Cristo, il quale allumina i ciechi e i sordi fa udire, lo quale ha servata la mia virginità infino ad ora senza corrompimento».
Adirato Olibrio la  fece incarcerare.
Qui le  apparve  il demonio sotto forma di un terribile drago, che la inghiottì, ma lei armata di una croce, che teneva tra le mani, squarciò il ventre del mostro sconfiggendolo.

Dopo alcuni giorni Margherita fu sottoposta ad un nuovo interrogatorio:
«O vana fanciulla, abbi misericordia della tua tenerezza consenti a me e adora i miei iddii e nella mia corte avrai bene sopra tutta l'altra famiglia».
E  Margherita: «Io conosco Cristo, mio Signore, il quale sé medesimo diede alla morte per me ricomperare, ed ha conservata la mia verginità, onde io non dubito di morire per lui».
Olibrio comandò che fosse flagellata ed ella cominciò a pregare così:
«Signor mio Gesù Cristo, liberami dalle mani di questo carnefice, acciò che il mio corpo non si sozzi, dammi la guardia tua dal Cielo acciò ch'io non cada in peccato, anzi m'allegri in te, Signor mio».
Il giorno seguente il prefetto ordinò che dinanzi a tutta la cittadinanza fusse ispogliata e sospesa in aria e con piastre di fuoco fusse tutta incesa.  e che poi fusse recato un gran vasello d'acqua bene imboglientata e fussonle legate le mani e' piedi, e gittata in quest'acqua, acciò che ivi entro morisse così bollendo. Allora una forte scossa di terremoto fece sussultare la terra e apparve una colomba: teneva nel becco una corona d’oro che andò a deporre sul capo di Margherita che uscì dall’acqua senza niuna macula, lodando e benedicendo Iddio.
Allora il governatore sentenziò la decapitazione avvenuta il 20 luglio 290 fuori le mura di Antiochia.  Margherita aveva solo 15 anni!. Gli angeli di Cielo vennero sopra il corpo di Santa Margherita e presono la su' anima dolcemente e portaronla in Cielo con gran canto e con dolce melodia cantando: Sanctus, Sanctus Dominus Deus, pleni sunt coeli et terra gloria tua, osanna in excelsis.
 Secondo la tradizione un pellegrino di nome Agostino da Pavia, nel sec. X, trafugò, il corpo di S. Margherita. Durante il viaggio, si fermò dai benedettini di Montefiascone. Dopo qualche giorno il pellegrino si ammalò ma prima di morire raccomandò ai monaci di conservare e venerare la preziosa reliquia.
 La Santa è celebrata il 17 (nelle Chiese Bizantina e Copta), il 18 (nel sinassario armeno di Ter Israel), il 20  (nei vari martirologi e calendari occidentali).

S. Margherita, fin dai primi secoli del Cristianesimo, è annoverata tra i "14 Santi ausiliatori", con questo nome vengono designati un gruppo di 14 santi alla cui intercessione il popolo cristiano suole far ricorso in momenti difficili. Essi sono: Acacio, Egidio, Barbara, Biagio, Cristoforo, Ciriaco, Dionigi, Erasmo, Eustachio, Giorgio, Caterina, Margherita, Pantaleone e Vito.
Giovanna d'Arco dichiarò che una delle voci celesti che udiva era proprio quella di Santa Margherita (che le appariva insieme all'arcangelo Michele e a santa Caterina di Alessandria).
A motivo della leggenda secondo la quale la Santa squarciò con una croce il ventre del drago che l’aveva inghiottita è patrona delle partorienti.  .
È venerata in modo particolare nella città a Montefiascone (Viterbo) e di Licodia Eubea (Catania).
A Licodia Eubea il 20 luglio si svolgeper la festa di Santa Margherita una processione per le vie del paese: la gente offre al simulacro dei doni in natura, animali, dolci cereali, piante e frutta che alla fine vengono venduti all'asta. I doni rappresentano il ringraziamento per il raccolto dell'anno; chi li compra riceve quei doni come benedetti perché deposti ai piedi del simulacro.
Sebbene il suo nome dal 1969 non risulta più nel calendario dei santi, nel Martirologio Romano se ne menziona la memoria

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