Innamorate di Cristo - Il blog delle vergini consacrate nelle Diocesi di Sicilia
"Pensiamo a quel ritratto di Gesù raffigurato nel Duomo di Monreale ... ciascuno di noi è come una tessera di questo grande mosaico. Quindi tutti quanti dobbiamo capire qual è il nostro posto e aiutare gli altri a capire qual è il proprio, perché si formi l'unico volto del Cristo." Beato Giuseppe Puglisi - Palermo 15/09/1937 - 15/09/1993 Primo martire di mafia
Anniversari nel mese di Agosto
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| Vergine in trono, S. Caterina e S. Barbara (Memling ?) sec. XV - Chiesa Madre di Polizzi Generosa (Pa) |
Lodando Dio per la Consacrazione ricevuta:
Annamaria C. (11/08/2001)
celebrata presso la chiesa del monastero carmelitano "Mater Ecclesiae" a Giacalone (Pa) da Sua Ecc.za Mons. Pio Vigo arcivescovo di Monreale
Anniversari nel mese di Gennaio
| Processione delle Sante vergini a seguito dei Magi Mosaico in S. Apollinare Nuovo (sec. VI) Ravenna |
(Dall’omelia di Mons. Paolo Urso vescovo di Ragusa in occasione del Rito di Consacrazione delle Vergini – Cattedrale S. Giovanni Battista di Ragusa 5 gennaio 2008 in : quindicinale Insieme del 16/1/ 2008)
Nel gaudio del Natale festeggiano la loro donazione a Cristo:
Concetta, Francesca Maria, Rosaria, Salvina (05/01/2008)
presieduta da Sua Ecc.za P. Urso vescovo di Ragusa presso la chiesa cattedrale S. Giovanni Battista di Ragusa
Delizia B., (05/10/2019)
presieduta da Sua Ecc.za C. Cuttitta vescovo di Ragusa presso la chiesa cattedrale S. Giovanni Battista di Ragusa
Rosanna (21/01/2016)
presieduta da Sua Ecc.za V. Manzella vescovo di Cefalù presso la chiesa cattedrale S. Giovanni Battista di Cefalù
Natale del Messia
«Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine
concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele» Isaia 7,14.
Ma come mai
il buon Dio ha scelto questo fausto giorno per la nascita di suo Figlio? Il 25 di Kislev, che corrisponde al nostro 25
dicembre, gli ebrei festeggiano l’ḥănukkāh (= Dedicazione) o Festa delle luci, in cui si commemora la
ri-consacrazione dell’altare nel Tempio di Gerusalemme che Antioco IV Epifane aveva
profanato, utilizzandolo per il culto pagano (1 Maccabei 4, 36–59 ). Coincidenza? L'Emmanuele ha in se la pienezza della divinità! Il Talmud narra che in quell'occasione, per
la riaccensione della menorah si
trovò olio adatto sufficiente per un solo giorno, ma quella piccola quantità
miracolosamente bastò per altri sette giorni. Nel Vangelo secondo Giovanni Giovanni 1,4-5
; 8,12;
9,5;
12,46
Gesù è la luce del mondo, non sostituisce il sole ma è luce che
illumina, manifesta e opera la redenzione del genere umano.
Nella notte in cui nacque il Salvatore il
Vangelo secondo Luca 2,8 riferisce che vi erano dei pastori con le loro greggi
all'aperto ma questo non è un motivo per escludere che fosse inverno. Nell’ebraismo le norme di purità non consentivano alle
greggi di lana scura di rientrare nel centro abitato ma erano costrette a stare
all’aperto anche di notte vigilati dai pastori, ritenuti impuri per solo fatto
che avevano a che fare con animali impuri. L’annuncio della nascita del
Salvatore che gli angeli danno ai pastori indica pertanto una salvezza donata a
quanti non solo vegliano ma anche agli esclusi ed emarginati dalla società e
dalla casistica religiosa.
E l’anno
di nascita di Gesù? Il monaco Dionigi il piccolo (sec. V) calcolò erroneamente
la nascita di Gesù, gli storici
la collocano tra il 7 e il 4 a.C. cfr. bastabugie.it
Prima della Celebrazione Eucaristica della Notte Santa si canta la Kalenda di Natale
inserita nel Martirologio Romano, riprende
il Cronografo Romano di Furio Dionisio Filocalo del 354. Il computo degli
anni è in parte attendibile, ciò che è significativo è il senso del messaggio che si ha la
gioia di proclamare: Cristo è il centro della storia e la sua venuta ha trasfigurato la storia. Il Natale di Gesù non può essere ridotto ad un commovente evento
del passato ma ci orienta a dare pienezza alla nostra vocazione umana: «La gloria di Dio è l’uomo vivente, e la vita dell’uomo consiste nella
visione di Dio: se già la rivelazione di Dio attraverso la creazione dà la vita
a tutti gli esseri che vivono sulla terra, quanto più la manifestazione del
Padre attraverso il Verbo è causa di vita per coloro che vedono Dio! » (Ireneo di Lione Contro le eresie, 4,20,5-7)
Beata Vergine Maria del Rosario
di Rosaria Diquattro
Questa celebrazione fu istituita da San Pio V papa nell’anniversario della vittoria navale riportata dai cristiani a Lepanto e attribuita all’aiuto della Santa Madre di Dio invocata con la recita del rosario (1571). Questa commemorazione è di incitamento per tutti a meditare sui misteri di Cristo sotto la guida della Beata Vergine Maria, la quale fu associata in modo tutto speciale all’incarnazione, alla passione e alla gloria della risurrezione del Figlio di Dio.
Con queste parole la Liturgia delle Ore presenta questa meravigliosa memoria.
La tradizione attribuiva la nascita di questa preghiera a San Domenico; anche se oggi non c’è più tale certezza, resta storicamente testimoniato che i domenicani ne furono i maggiori zelatori e promotori. È già al secolo XII che risale il suggerimento dato ai monaci illetterati di sostituire la recita dei 150 Salmi con altrettanti Pater o Ave. Successivamente, nel secolo XIV, il certosino Enrico di Kalcar propose la suddivisione in 15 decine, inserendo tra l’una e l’altra il Pater. Più tardi, nel 1613, l’inserimento del Gloria avrebbe completato l’opera. Intanto, alla contemplazione insita nelle preghiere vocali, si aggiunge quella meditativa, poggiata sull’evocazione di momenti della vita di Cristo. Il Rosario si diffuse grazie alle confraternite del Rosario promosse dal domenicano Alano de la Roche che, nel 1400, distinse le tre cinquantine in rapporto a tre cicli meditativi incentrati sull’Incarnazione, la Passione e la Gloria di Cristo e di Maria. È in quest’epoca che il salterio mariano comincerà a chiamarsi “Rosario della Beata Vergine Maria”. Dopo ulteriori rielaborazioni il Papa San Pio V, con la bolla Consueverunt romani Pontifices del 1569, stabilì la forma definitiva di questa preghiera.
Con queste parole la Liturgia delle Ore presenta questa meravigliosa memoria.
La tradizione attribuiva la nascita di questa preghiera a San Domenico; anche se oggi non c’è più tale certezza, resta storicamente testimoniato che i domenicani ne furono i maggiori zelatori e promotori. È già al secolo XII che risale il suggerimento dato ai monaci illetterati di sostituire la recita dei 150 Salmi con altrettanti Pater o Ave. Successivamente, nel secolo XIV, il certosino Enrico di Kalcar propose la suddivisione in 15 decine, inserendo tra l’una e l’altra il Pater. Più tardi, nel 1613, l’inserimento del Gloria avrebbe completato l’opera. Intanto, alla contemplazione insita nelle preghiere vocali, si aggiunge quella meditativa, poggiata sull’evocazione di momenti della vita di Cristo. Il Rosario si diffuse grazie alle confraternite del Rosario promosse dal domenicano Alano de la Roche che, nel 1400, distinse le tre cinquantine in rapporto a tre cicli meditativi incentrati sull’Incarnazione, la Passione e la Gloria di Cristo e di Maria. È in quest’epoca che il salterio mariano comincerà a chiamarsi “Rosario della Beata Vergine Maria”. Dopo ulteriori rielaborazioni il Papa San Pio V, con la bolla Consueverunt romani Pontifices del 1569, stabilì la forma definitiva di questa preghiera.
Nel corso dei secoli i Romani Pontefici hanno tenuto il Rosario in gran conto, raccomandandolo costantemente all’attenzione e alla pratica del popolo cristiano. In particolare si ricorda che Leone XIII fu detto il “Papa del Rosario”, per i numerosi documenti che dedicò a questa preghiera e Paolo VI, dopo aver esortato i pastori, nell’enciclica Mense Maio (1965), ad inculcare “con ogni cura la pratica del santo Rosario, la preghiera così cara alla Vergine…”, nell’esortazione apostolica Marialis cultus, (1974) ne sottolineò la natura trinitaria, cristologia, pneumatologica ed ecclesiologica, l’orientamento biblico, liturgico, ecumenico ed antropologico. Giovanni Paolo II formulò la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, del 2002, nella quale egli delineò il bisogno della Chiesa di contemplare Cristo mettendosi alla scuola di Maria. Secondo le sue indicazioni, il contenuto del Rosario è il volto di Cristo contemplato con gli occhi e con il cuore di Maria. Esso si è rivelato una preghiera alla portata di tutti ed insieme preghiera capace di far innalzare l’animo verso le vette della più alta contemplazione. Il Pontefice offre in questa sua lettera una profonda riflessione sui contenuti: i “misteri” del Rosario, tra gioia, dolore e gloria e aggiunge l’arco dei misteri della luce.
Con questo documento, pubblicato in occasione dell’inizio del 25° anno di pontificato, Giovanni Paolo II ha riproposto alla Chiesa del Terzo Millennio il Rosario come vera scuola di preghiera, capace di portare i fedeli alla contemplazione del mistero cristiano. In modo più specifico, affermava infatti il Santo Padre, “ciò che è veramente importante è che il Rosario sia sempre più concepito e sperimentato come itinerario contemplativo”.
Il video sottostante riporta alcune interessanti immagini dello splendido Oratorio di S. Cita a Palermo decorato dal Serpotta sui misteri del Santo Rosario ... buona contemplazione!
Con questo documento, pubblicato in occasione dell’inizio del 25° anno di pontificato, Giovanni Paolo II ha riproposto alla Chiesa del Terzo Millennio il Rosario come vera scuola di preghiera, capace di portare i fedeli alla contemplazione del mistero cristiano. In modo più specifico, affermava infatti il Santo Padre, “ciò che è veramente importante è che il Rosario sia sempre più concepito e sperimentato come itinerario contemplativo”.
Il video sottostante riporta alcune interessanti immagini dello splendido Oratorio di S. Cita a Palermo decorato dal Serpotta sui misteri del Santo Rosario ... buona contemplazione!
Anniversari nel mese di Ottobre
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| "La predicazione di S. Venera " (1738/39) Pietro Paolo Vasta - Cattedrale di Acireale |
(Messaggio per la XII Giornata Mondiale della Vita Consacrata - Mons. Pio Vigo – Vescovo di Acireale - Delegato C.E. Si. per la Vita Consacrata)
Rosaria M. (07/10/2007)
ricevuta da Mons. Pio Vigo Vescovo di Acireale presso la chiesa tenda S. Maria degli Angeli della Parrocchia S. Cuore di Gesù di Santa Venerina (Ct)
Melina C., Virginia Z. (20/10/2012)
ricevuta da Mons. Salvatore Di Cistina, Arcivescovo di Monreale, presso la chiesa madre di Corleone
Le Sante, vergini consacrate, del mese di Settembre
1 Settembre sec. IV Santa Verena di Zurzach
15 Settembre sec. II Santa Melitina di Marcianopoli
16 Settembre sec. III Santa Dolcissima
18 Settembre sec. III Santa Sofia - Patrona di Sortino
20 Settembre sec. IV Santa Candida di Ventotene
24 Settembre sec. I Santa Tecla
Santa Dolcissima †16 Settembre sec. III (patrona di Sutri)
Nella prima metà del sec. XVII, in una sepoltura delle Catacombe di San Giovenale
lungo la via Cassia nei pressi dell'attuale cimitero di Sutri, si trovarono
delle ossa e fu rinvenuta una lapide marmorea che attestava il “beato” martirio
della vergine Dolcissima il 16 settembre al tempo dell’imperatore Diocleziano.
Le sacre reliquie furono traslate nella Cattedrale di Sutri in un’apposita
cappella a lei dedicata (la terza a destra). Ivi è collocata una stataua in
legno ed argento di scuola berniniana custodita da una tela opera di Heinrch
Schmidt (1792) raffigurante la santa nella gloria con la città sullo sfondo.
Stesso soggetto è rappresentato sulla volta centrale della stessa chiesa ad opera
di Luigi Fontana (1891-1894). Altro affresco, alquanto danneggiato, Madonna con il Bambino fra Santa
Dolcissima e San Liberato del sec. XIII - XV si trova nel vestibolo
della chiesa S. Maria del Parto. Sebbene
non sia annoverata nel Martirologio Romano, Dolcissima, vergine sutrina e martire
della fede, è patrona di Sutri. Considerevole il numero degli ex-voto custoditi
nella sua cappella e dei bassorilievi dorati che riproducono la sua effigie
presso le abitazioni della città. Onorata solennemente per tre giorni (15,16,17
settembre) i festeggiamenti sono caratterizzati da momenti aggregativi,
competizioni agonistiche ed esibizioni artistico-musicali…. oltre che da celebrazioni
eucaristiche, processione con trasporto della statua lignea e spettacolo
pirotecnico nell'Anfiteatro illuminato da fiaccole romane.
15 Settembre sec. II Santa Melitina di Marcianopoli
16 Settembre sec. III Santa Dolcissima
18 Settembre sec. III Santa Sofia - Patrona di Sortino
20 Settembre sec. IV Santa Candida di Ventotene
24 Settembre sec. I Santa Tecla
Santa Dolcissima †16 Settembre sec. III (patrona di Sutri)
La città di Sutri, collocata su uno
sperone di tufo, ha origini etrusche. Conquistata dai Romani nel 381 a.
C. diventò molto presto luogo strategico. Coinvolta nelle lotte fra Longobardi
e Bizantini, devastata dai Goti, conquistata dai Longobardi, nel 728 d. C fu ceduta
al Pontefice.
Nella prima metà del sec. XVII, in una sepoltura delle Catacombe di San Giovenale
lungo la via Cassia nei pressi dell'attuale cimitero di Sutri, si trovarono
delle ossa e fu rinvenuta una lapide marmorea che attestava il “beato” martirio
della vergine Dolcissima il 16 settembre al tempo dell’imperatore Diocleziano.
Le sacre reliquie furono traslate nella Cattedrale di Sutri in un’apposita
cappella a lei dedicata (la terza a destra). Ivi è collocata una stataua in
legno ed argento di scuola berniniana custodita da una tela opera di Heinrch
Schmidt (1792) raffigurante la santa nella gloria con la città sullo sfondo.
Stesso soggetto è rappresentato sulla volta centrale della stessa chiesa ad opera
di Luigi Fontana (1891-1894). Altro affresco, alquanto danneggiato, Madonna con il Bambino fra Santa
Dolcissima e San Liberato del sec. XIII - XV si trova nel vestibolo
della chiesa S. Maria del Parto. Sebbene
non sia annoverata nel Martirologio Romano, Dolcissima, vergine sutrina e martire
della fede, è patrona di Sutri. Considerevole il numero degli ex-voto custoditi
nella sua cappella e dei bassorilievi dorati che riproducono la sua effigie
presso le abitazioni della città. Onorata solennemente per tre giorni (15,16,17
settembre) i festeggiamenti sono caratterizzati da momenti aggregativi,
competizioni agonistiche ed esibizioni artistico-musicali…. oltre che da celebrazioni
eucaristiche, processione con trasporto della statua lignea e spettacolo
pirotecnico nell'Anfiteatro illuminato da fiaccole romane.
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